Accoglienza. Basta trattare le persone con la logica dello scarto
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Quanto sta emergendo a Casa Baldè – con lavoratori costretti a pagare fino a 450 euro al mese per un posto in un container e a rischio strada dal 1° novembre – insieme all'epidemia cronica di cimici dei letti che si allarga a strutture come Casa Paola, Casa Maurizio, la Residenza Fersina e l'ex Brennero, delinea un quadro sconcertante che come FP CGIL del Trentino denunciamo con fermezza.
Pagare cifre spropositate per soluzioni di fortuna, fare i conti con infestazioni sanitarie e assistere alla proliferazione di interventi improvvisati non è il risultato di un'imprevedibile emergenza: è la diretta e amara conseguenza delle scelte politiche di progressivo smantellamento del sistema di accoglienza pubblica e diffusa.
A farne le spese in prima persona è proprio chi questo sistema deve viverlo o farlo funzionare ogni giorno: chi opera ogni giorno nei servizi socio assistenziali e nell'accoglienza si trova a gestire contesti di fortissima tensione e criticità igienico-sanitaria all'interno di un sistema che scarica l'inerzia della politica sia sulle spalle dei lavoratori, sia su quelle delle persone più vulnerabili.
In un territorio che denuncia una costante ed enorme necessità di manodopera in tutti i settori chiave, le persone e i lavoratori che già sostengono l'economia locale — o che, attraverso percorsi di accoglienza e formazione, possono farlo a breve — non vanno trattati con la logica dello scarto. C'è bisogno di risposte abitative stabili, accessibili e dignitose, non di precarietà permanente.
La FP CGIL del Trentino continuerà a monitorare e a mobilitarsi al fianco dei lavoratori e lavoratrici migranti e al fianco dell’ Accoglienza, perché una comunità è davvero sicura solo quando garantisce dignità, casa e diritti a chiunque la abiti e contribuisca con il proprio lavoro.
