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Scuola. L’educazione alla parità e al rispetto delle differenze sia una pratica quotidiana

Oggi l’audizione di Flc e Cgil in V Commissione sulla proposta di legge 76 “L’intento è accompagnare la crescita delle nuove generazioni facendo sì che le diversità di ciascuno non diventino disuguaglianze”

L’educazione alla parità e al rispetto delle differenze di genere può diventare una pratica quotidiana nella scuola trentina, contribuendo ad accompagnare studenti e studentesse in un percorso di crescita in cui si impara ad accettare le differenze e a far in modo che queste non diventino disuguaglianze. Lo ha ribadito oggi la delegazione della Flc Cgil ascoltata in V Commissione nell’ambito delle audizioni sulla proposta di legge di iniziativa popolare n. 76.

Il sindacato di via Muredei, che insieme alla confederazione è nel comitato promotore del testo, ha sottolineato come “l'educazione alla parità tra i generi, al rispetto delle diversità e al contrasto di ogni forma di violenza nelle relazioni interpersonali debba diventare una parte strutturale e permanente dell’offerta formativa” perché il contrasto alla violenza di genere non può esaurirsi nella condanna dei suoi episodi più estremi. Serve costruire risposte ad un’urgenza culturale e sociale. E anche la politica è chiamata a farlo.

Inoltre per il sindacato “il valore della proposta risiede soprattutto nella possibilità di superare la frammentarietà degli interventi, riconoscendo l'educazione alla parità come una dimensione strutturale, interdisciplinare e continua lungo l’intero percorso scolastico”.

In buona sostanza non si sta proponendo né di inserire nuove materie né di appesantire con nuovi adempimenti o nuove attività gli insegnanti, ma “di mettere a sistema ciò che la scuola già fa, costruendo una cornice culturale, organizzativa e formativa comune”. Quindi la richiesta è quella di dotare la scuola di più strumenti, un maggiore coordinamento e più risorse “per valorizzare e rendere coerente il lavoro educativo che in parte già svolgono e di creare le condizioni per lavorare non di più, ma meglio”.

Flc ha dunque insistito sul ruolo centrale che dovrà avere la formazione per tutto il personale scolastico. “Serve una formazione specifica, strutturata e continua, che coinvolga tutto il personale scolastico, non soltanto i docenti, e che consenta di riconoscere situazioni di rischio, comportamenti discriminatori, linguaggi d'odio e stereotipi che possono evolvere in forme di prevaricazione e violenza”. Questi percorsi di formazione dovranno essere obbligatori e accessibili.

In sintesi per Flc la proposta di legge può dare un contributo nella costruzione di “una scuola in cui le ragazze e i ragazzi imparino a essere libere e liberi di realizzare i propri desideri, di prendersi cura del prossimo e di accettare le proprie fragilità ed esprimerle senza paura” in un ambiente di apprendimento globalmente attento, che sia in grado di contribuire al miglioramento della convivenza civile in una società democratica.

 

Trento, 1° ottobre 2026

 

 

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