Assistenza domiciliare ASUIT: nessuno pensa al servizio da prestare
Fp Cgil: appalto gestito senza visione, a spese dei lavoratori e dei cittadini più fragili
L'appalto di ASUIT per l'assistenza domiciliare, in un mondo perfetto retto da una politica con un minimo di visione, andava prorogato fino alla scadenza dei singoli appalti delle Comunità di Valle per poi coprogettare un affidamento complessivo con tutte le stazioni appaltanti. Ma, visto che ASUIT e Comunità non si parlano, ci troviamo nella situazione odierna.
Un utente con bisogni assistenziali che si trasforma, come spesso accade, in uno con bisogni sanitari passerà da una cooperativa all'altra, e due distinti servizi dovranno essere erogati con regole, fornitori e personale distinti. Si tratta di personale altamente specializzato che oggi prestava ambedue i servizi ed è abituato a utenti, orari e dinamiche di lavoro: figure con queste qualifiche che in Trentino sono rare.
Così la clausola sociale, da norma che garantisce al personale in appalto di non perdere il lavoro, diventa una forma di concorrenza tra imprese. Come sindacato abbiamo il compito e la responsabilità di garantire che nessuno perda posto, ore settimanali, qualifica e sede di lavoro, e questo faremo. Sentir dire alla Cooperazione Trentina che l'unica preoccupazione sono i lavoratori e gli utenti, però, è realmente troppo.
In diversi casi le cooperative hanno indicato come non assorbibili lavoratori di cui si volevano liberare perché con limitazioni, in maternità o in rotta da tempo con le cooperative stesse. Per contro, il Consorzio Blu ha fatto la sua offerta senza avere personale, contando di poter scegliere il meglio di quello già addetto grazie alla clausola sociale ed escludere quello non gradito.
Infine ASUIT, per cui l'intero appalto è stato solo una questione di regolarità amministrativa, senza visione e senza la capacità né di gestire la situazione che si è venuta a creare, né di sviluppare un'idea di servizio veramente integrato sul territorio — in linea con le incapacità gestionali che hanno fin qui contrassegnato questa gestione.
Sullo sfondo gli utenti, i lavoratori più fragili e tutte le buone intenzioni. Insomma, altro che cooperazione virtuosa: questo è il festival dell'improvvisazione, dell'autoreferenzialità e del più becero mercato.
A farne le spese sono ancora una volta i più fragili.
Trento, 5 agosto 2026
