Piano industriale. “Primo passo ma dubbi su stanziamenti e welfare”
Presentato il progetto “Trentino 2040”. Per Cgil Cisl Uil “Mancano le previsioni delle risorse dedicate. Nodi aperti per emergenze casa ed energia
“Il documento presentato oggi è un primo passo, ma manca chiarezza sugli impegni di spesa pubblici e privati. Insomma non c'è alcuna indicazione degli stanziamenti. E senza una previsione di risorse disponibili non si può certo dare concretezza ad uno sviluppo più sostenuto del sistema produttivo trentino né si può dare una vera svolta nelle politiche economiche provinciali. Negli ultimi quattro anni il pil pro capite in Trentino cresce in media dello 0,1%. Siamo in piena stagnazione. Lo abbiamo già detto con l’assestamento di bilancio: per andare oltre lo zero virgola non bastano le opere pubbliche, ma serve un’industria e servizi avanzati che rilancino gli investimenti in innovazione e ricerca, puntino sulla crescita dimensionale delle proprie imprese e siano protagoniste nei mercati internazionali grazie all’export. Serve cioè una svolta non solo negli indirizzi, ma anche negli atti concreti di Provincia e sistema delle imprese. Noi non ci arrendiamo ad un destino di declino”.
Cgil Cisl Uil del Trentino, per bocca dei rispettivi segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, ribadiscono l'apertura verso i primi contenuti del documento “Trentino 2040” presentato oggi alle parti sociali dall’assessore allo sviluppo economico e vicepresidente Achille Spinelli ma chiedono fin da subito azioni concrete per rilanciare industria e terziario avanzato in una fase di grande incertezza per la manifattura e il terziario avanzato alle prese con scenari internazionali sempre più instabili, una crescente concorrenza dei paesi asiatici e una rivoluzione tecnologica che rischia di spiazzare l’industria europea.
“Analizzeremo nel dettaglio i contenuti di questo piano - premettono Grosselli, Bezzi e Largher - e soprattutto come fatto poche settimane fa, ne discuteremo al nostro interno coinvolgendo in primis i delegati e le delegate del settore industriale. E se necessario chiederemo modifiche ed integrazione. Quello che ci interessa è che oggi dalle parole si passi rapidamente ai fatti perché il mondo intorno a noi corre e non ci aspetta. Così nella fase di implementazione serve massima condivisione e ci aspettiamo quindi un coinvolgimento continuo delle lavoratrici e dei lavoratori che subiscono per primi gli effetti di una domanda di lavoro schiacciata su occupazioni a basso valore aggiunto e della stagnazione della produzione manifatturiera. Se vogliamo rilanciare contrattazione e salari e quindi l’attrattività del Trentino dobbiamo avere massima convergenza”.
I sindacati rilevano però una sottovalutazione di temi centrali nelle misure prospettate dalla Giunta provinciale, in particolare sul welfare e sul fronte dell’energia. “Su casa e politiche di welfare c'è uno schiacciamento sul privato che non può essere la soluzione. La Provincia dimentica il ruolo fondamentale della bilateralità contrattuale, a partire da Laborfonds e Sanifonds. Nel documento non si parla di investimenti pubblici su invecchiamento e salute, ma solo di apertura al sistema assicurativo privato. Questo è grave”.
Infine sull'emergenza energia i sindacati chiedono più coraggio. “Sia per le imprese che per le famiglie l’Autonomia non può limitarsi ad aspettare lo Stato. La soluzione non può essere spostare la produzione sul sabato e la domenica. Abbiamo le risorse e le competenze come Trentino per fare molto di più”.
Trento, 4 agosto 2026