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Caldo da morire, linee guida inutili. Uopsal e Uffici ispettivi attivino i controlli

Si lavora sopra i 35°. In cave e cantieri operai a rischio

Caldo da morire, linee guida inutili. Uopsal e Uffici ispettivi attivino i controlli

Fillea Cgil del Trentino rilancia, ancora una volta, l’allarme sui rischi di lavorare con le alte temperature. Lo fa con una lettera inviata a Uopsal (Unità operativa prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro), Ufficio ispettivo minerario e Ufficio ispettivo del lavoro.

A spiegarne i contenuti è il Segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe. «Chiediamo – anche pubblicamente – l’attivazione dei controlli nei settori dell’edilizia e del porfido. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di emanare un’ordinanza, ma la Provincia ha puntato sull’emissione di alcune linee guida, che abbiamo sempre ritenuto insufficienti. Continuiamo a ricevere segnalazioni di persone costrette a lavorare anche con temperature elevatissime e ben superiori ai 35 gradi, come quelle di questi giorni.

Senza un’ordinanza, dunque senza un vero obbligo, annotiamo che la stragrande maggioranza delle aziende non sospende le attività lavorative e non attiva la “cassa integrazione guadagni meteo”, mettendo a rischio la salute e la sicurezza del personale. Per questo abbiamo sollecitato la Giunta provinciale in giugno e non sappiamo se siano state emesse delle direttive nei confronti dei servizi ispettivi a cui scriviamo questa nuova lettera. Purtroppo, stando alle informazioni a nostra disposizione, non ci risultano controlli sui cantieri nemmeno in queste giornate torride.

Per cui chiediamo – direttamente e pubblicamente – agli organi preposti di attivare immediatamente controlli mirati. A Uopsal e Ufficio ispettivo minerario chiediamo di intervenire in merito alla sorveglianza sanitaria. All’Ufficio ispettivo del lavoro chiediamo di verificare che ai lavoratori eventualmente sospesi per eventi meteo non vengano abbattuti ferie e permessi in sostituzione della Cig: prassi non consentita dai contratti collettivi di settore in assenza di accordi specifici».

Mastrogiuseppe si rivolge anche direttamente ai lavoratori: «A quelli che ci hanno contattato e vogliono restare anonimi per paura di ritorsioni, abbiamo detto che chiedano di adottare tutte le prescrizioni delle linee guida e chiedano di misurare la temperatura. Se è elevata chiedano di sospendere l'attività e, se il datore non sospende, si rifiutino di lavorare. Nel caso di contestazioni li assisteremo in tutte le sedi e non mancheremo di denunciare i datori di lavoro anche per omessa sorveglianza sanitaria».

In conclusione: «Le linee guida, senza un obbligo chiaro, un’ordinanza, non generano la sospensione delle attività. Non si può sperare che il caldo passi e non faccia vittime. Anche se siamo in agosto il caldo anomalo potrebbe durare fino a Ferragosto, con punte superiori a 36/37 gradi. In ogni caso, il prossimo anno saremo da capo: il cambiamento climatico è innegabile e le ondate di calore sono ormai eventi ordinari; il legislatore ha l'obbligo di normare le situazioni potenzialmente pericolose».

 

 

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