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Consenso informato. Il Trentino faccia la differenza

Cgil: no al recepimento del ddl Valditara. E’ un provvedimento regressivo, che non tiene conto delle richieste di studenti e famiglie. Educazione sessuo-affettiva indispensabile per crescere adulti consapevoli e rispettosi degli altri

Sottoporre al consenso informato l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole ed escludere da qualsiasi forma di educazione all’affettività le scuole dell’infanzia e le primarie è una scelta fuori dal tempo, che non tiene conto dei bisogni dei ragazzi e delle ragazze, delle esigenze di supporto educativo delle famiglie né dell’enorme problema legato alla violenza di genere. Auspichiamo che l’assessora Gerosa non condanni il Trentino a tornare indietro con un provvedimento regressivo e fortemente ideologizzato. Chiediamo, quindi, alla Giunta e a tutte le forze politiche di impegnarsi per segnare la differenza, riconoscendo il ruolo importante di questa dimensione educativa per il futuro delle nuove generazioni”. E’ questa la posizione di Cgil e Flc del Trentino, con Manuela Faggioni responsabile delle politiche di genere e Raffaele Meo segretario generale della federazione che rappresenta il mondo della scuola.

Per il sindacato con il provvedimento legislativo proposto dal ministro Valditara e approvato al Senato l’Italia amplia la distanza rispetto alla maggioranza dei Paesi europei che da anni adottano l’educazione all’affettività nelle scuole, affidando ad esperti temi delicati e importanti per la crescita quali quelli relativi alla sfera sessuale e affettiva. “Dopo ogni episodio di violenza di genere ci si percuote il petto e si continua a blaterale sull’importanza dell’aspetto educativo. Questa legge svela l’ipocrisia di quelle affermazioni. Crediamo al contrario che l’educazione sessuo-affettiva sia necessaria e indispensabile per favorire condizioni materiali e psicologiche in cui coltivare il proprio benessere e la propria dignità, sviluppare relazioni sociali e sessuali rispettose di se stessi e degli altri. Appare evidente che il consenso verrà negato con molta probabilità proprio nei contesti familiari in cui il rispetto dei generi, il contrasto alla discriminazione, l’educazione sessuale sono un tabù o un disvalore oltre a quelli più fragili e critici”.

Per Cgil e Flc infine l’idea del consenso informato è un limite alla libertà d’insegnamento e autonomia della scuola. “Si vorrebbe scoraggiare la scuola usando l’arma della burocrazia, il ricatto del ricorso. Se passa la logica del consenso per un’attività educativa allora domani si potrebbero censurare interi capitoli nei libri di storia dell’arte, di letteratura, e magari, di scienze. Rischiamo di imboccare una china molto pericolosa. Siamo in tempo a fermarci”, concludono.



Trento, 9 giugno 2026

 

 

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