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Benzina e gasolio: scelta prematura e miope ridurre il taglio delle accise

Federconsumatori Trentino: “Famiglie e lavoratori sempre più esposti a rincari insostenibili. Servono interventi immediati e strutturali”

La decisione del Governo di ridurre il taglio delle accise sul gasolio rappresenta una scelta profondamente sbagliata e priva di una reale visione rispetto alla fase economica e geopolitica che il Paese sta attraversando.

In un momento in cui il conflitto internazionale continua a produrre effetti diretti sui mercati energetici, sui costi di produzione e sui prezzi al consumo, smantellare gli strumenti di contenimento dei rincari significa esporre famiglie, pensionati, lavoratori e imprese ad una nuova ondata inflattiva.

Federconsumatori Trentino esprime forte preoccupazione per una misura che rischia di aggravare ulteriormente una situazione già estremamente delicata. La crescita dei prezzi dei carburanti non rappresenta infatti un problema isolato, ma un elemento che si riversa a catena sull’intero sistema economico: trasporti, beni alimentari, bollette energetiche, servizi e costi di distribuzione.

La situazione risulta ancora più grave in Trentino, territorio che da mesi registra prezzi dei carburanti tra i più alti d’Italia. Le province alpine del Nord-Est, e in particolare Trento e Bolzano, risultano stabilmente tra le aree maggiormente esposte ai rincari energetici e ai costi della mobilità.

Un dato particolarmente preoccupante se si considera la conformazione del territorio trentino, caratterizzato da vallate, aree periferiche e una forte dipendenza dal trasporto privato sia per i lavoratori sia per molte famiglie. In tali condizioni, ogni aumento del carburante produce effetti economici molto più pesanti rispetto a grandi aree urbane meglio servite dal trasporto pubblico.

Secondo le stime elaborate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le ricadute economiche annuali sulle famiglie derivanti dall’aumento dei prezzi di carburanti, energia, alimentari e trasporti ammontano già a oltre 1.225 euro annui. A tali importi si aggiungono ora ulteriori aumenti legati proprio alla riduzione del taglio delle accise sul gasolio.

In questo contesto preoccupa anche la risposta messa in campo dalla Giunta provinciale, che punta su un abbonamento low-cost per il trasporto pubblico limitato ai mesi estivi. Una misura che rischia di avere un impatto estremamente ridotto e che appare scollegata dalle reali difficoltà vissute quotidianamente dalle famiglie.

Il provvedimento arriva infatti proprio nel periodo in cui molte corse del trasporto pubblico vengono ridotte e riguarda solo una parte limitata della popolazione, mentre moltissimi cittadini, soprattutto nelle valli e nelle aree periferiche, non possono realisticamente rinunciare all’utilizzo dell’automobile.

Contro il caro energia e il caro carburanti occorrono misure strutturali: un reale potenziamento del trasporto pubblico locale, investimenti sull’efficienza energetica delle abitazioni, sostegni concreti alla mobilità sostenibile e alla transizione energetica.

Di fronte a questo scenario appare incomprensibile anche l’atteggiamento attendista del Governo, che continua a confidare in soluzioni europee senza attivare misure nazionali immediate e strutturali.

Federconsumatori Trentino ritiene che il momento di intervenire sia adesso. Occorre ripristinare e rafforzare il taglio delle accise, avviare una riforma strutturale della fiscalità energetica, eliminare il meccanismo che applica l’IVA anche sulle accise e introdurre una tassazione realmente efficace sugli extraprofitti delle grandi aziende energetiche. Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi soggetti: famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati, mentre il potere d’acquisto continua ad essere eroso dall’aumento incontrollato del costo della vita.

 

Trento, 25 maggio 2026

 

 

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