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Bilancio Pat. “L’avanzo monstre conferma l’incapacità di programmare gli investimenti”

Risultato di amministrazione di quasi 1,2 miliardi di euro mentre la liquidità ferma in Banca d’Italia sfonda i 5 miliardi. Per i sindacati “il pil stagna anche per le scelte sbagliate di piazza Dante”

Un nuovo avanzo di amministrazione “monstre” di quasi 1,2 miliardi di euro e una liquidità di oltre 5 miliardi che si accumula da anni nei forzieri di Bankitalia per stanziamenti di spesa mai nemmeno impegnati. Numeri del tutto simili a quelli del 2024 a conferma di una programmazione economica e finanziaria incapace di incentivare realmente gli investimenti delle imprese e sostenere la capacità di spesa delle famiglie, in particolare quelle a reddito fisso da lavoro e pensione, attraverso le politiche di welfare.
“Le scelte di allocazione delle risorse pubbliche - denunciano Cgil Cisl Uil del Trentino per bocca dei tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher - ingessano il bilancio e sottraggono finanziamenti ad investimenti fondamentali per aumentare la produttività e sostenere la coesione sociale e il potere d’acquisto delle famiglie trentine. A forza di stanziare risorse che non vengono spese se non in tempi lunghissimi come quelli previsti per le grandi opere pubbliche, la liquidità depositata in Bankitalia resta immobile e non viene utilizzata per rilanciare davvero lo sviluppo del Trentino. I numeri di questa cattiva programmazione sono inequivocabili. Il pil trentino è stagnante ormai da tre anni con un aumento annuo intorno allo 0,5%. La bassa crescita non può essere invertita se le scelte di stanziamento della Provincia sono queste”.
Se all’avvio della prima giunta Fugatti le risorse depositate senza essere nemmeno impegnate risultavano 1,8 miliardi di euro, a distanza di sette anni, nel 2025 assommano a più di 5 miliardi di euro con un aumento rispetto al 2018 del 178%. Nell’ultimo anno, le risorse stanziate e non spese che sono finite nei depositi di Bankitalia sono ulteriormente cresciute per circa 404 milioni di euro.
“Ricordiamo - incalzano i sindacalisti - che rispetto al bilancio di previsione, nel 2025 le entrate tributarie della Provincia sono cresciute da poco meno di 5 miliardi a 5,7 miliardi di riscossioni effettive. Quasi il 60% del totale delle entrate tributarie del bilancio provinciale, sono state a carico per lo più di lavoratori dipendenti e pensionati che pagano larga parte del gettito Irpef sui redditi e Iva sui consumi. Se questi soldi non vengono effettivamente spesi e restano nei forzieri di piazza Dante invece di essere investiti nei servizi e nella crescita di lavoro di qualità, non ritornano come dovrebbero nelle tasche dei contribuenti”.
Anche per questo i sindacati confederali chiedono che fin dalla manovra di assestamento la Giunta provinciale cambi rotta. “Con 523 milioni di euro di avanzo libero, le risorse finanziarie nel prossimo assestamento di bilancio non mancano - ricordano Grosselli, Bezzi e Largher -. Vorremmo quindi vedere i necessari investimenti su sviluppo e coesione sociale a partire da quelli per la transizione energetica delle imprese e delle famiglie che debbono sostenere bollette sempre più salate, per gli investimenti in innovazione del comparto industriale, per l’emergenza abitativa e per il welfare a favore di famiglie, giovani, pensionati e anziani non autosufficienti. Lo scenario internazionale richiede alla Giunta più lungimiranza e coraggio, mentre oggi troppo spesso vediamo misure spot a fini elettoralistici”.

Trento, 5 maggio 2026

 

 

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