Scuola. Obiettivo “carenze 0” fino alla fine dell’obbligo scolastico
Flc: necessario rovesciare la prospettiva puntando su previsione e prevenzione delle difficoltà degli studenti. Per farlo meno carichi burocratici e più risorse
Arrivare al termine dell’obbligo scolastico, quindi alla fine del biennio della scuola secondaria di secondo grado, con zero carenze. Parte da questo ambizioso obiettivo la proposta della Flc Cgil del Trentino che propone un rovesciamento della prospettiva adottata fino ad oggi, e confermata anche nel Ddl 75, sul recupero delle carenze formative di studenti e studentesse. L’idea è al centro di un documento che il sindacato ha già inviato ad assessora Gerosa e Dipartimento, in vista del confronto sul disegno di legge. Di fatto per Flc, come ha spiegato in conferenza stampa il segretario provinciale Raffaele Meo “l’idea di recupero va abbandonata e la prospettiva capovolta; lo sguardo non deve essere rivolto all’indietro in una logica di “salvataggio”, bensì con lo sguardo ben concentrata sul presente, sul futuro. Per il sindacato il percorso va tracciato individuando e anticipando potenziali passaggi critici futuri sulla base dell’esperienza dei docenti e in coerenza con quanto osservato e quanto esternato dagli studenti stessi. “Gli insegnanti di ogni disciplina conoscono molto bene i punti meno accessibili del proprio programma, i passaggi più importanti e propedeutici, quindi la difficoltà è prevedibile e prevenibile”. Dunque il superamento della difficoltà va costruito passo dopo passo lungo il percorso scolastico e non quando è ormai un problema conclamato.
Si parte da una consapevolezza: l’attuale sistema non ha funzionato come era nei programmi. Questo perché, secondo l’analisi di Flc, “vige una logica di compensazione volta a scongiurare l’ipotesi della bocciatura. Probabilmente sgombrando il campo dalla spada di Damocle della bocciatura, la carenza o la lacuna sarebbe assunta in quanto tale e affrontata in ottica preventiva, non riparativa a scongiuro della bocciatura. Ad ogni modo questa impostazione ha ammesso che le difficoltà potessero rimanere tali nel tempo senza necessariamente investire tutto il necessario per una loro soluzione immediata che, invece, rappresenta un obiettivo strategico per la scuola, per non dire l’obiettivo strategico numero uno”.
La proposta di Flc non richiede solo un cambio di visione, ma una diversa organizzazione del lavoro dei docenti e maggiori risorse. E’ necessario investire sulla funzione propria dei docenti, la competenza dell’insegnamento, sgravandoli da carichi burocratici che la riforma proposta dall’assessorato aggraverebbe invece in modo ulteriore. Servono poi maggiori risorse da investire in questa direzione.
E’ necessario inoltre guardare con maggiore attenzione ad un passaggio critico, quello tra la secondaria di primo e secondo grado. Un passaggio che potrebbe essere meno complesso se si rafforzasse la comunicazione tra primo e secondo ciclo di studi, se si investisse su un’analisi tempestiva delle difficoltà e un orientamento più efficace. “A distanza di quasi 20 anni dalla riforma sarebbe urgente e necessario investire in modo significativo su questo segmento di scuola al duplice fine di garantire il diritto al positivo compimento del percorso decennale dell’istruzione obbligatoria (che rappresenta il fondamento della cittadinanza) e di porre solide basi per la prosecuzione degli studi nel triennio. A livello nazionale è tutto fermo. Potrebbe essere una sfida per il Trentino di tornare ad essere laboratorio nazionale di innovazione”.
Il sindacato propone una sperimentazione nel primo biennio delle superiori per valutarne le ricadute nel triennio e dunque nel percorso che porta alla maturità. “Restiamo convinti che crisi e fallimenti riguardino ogni persona e ogni disciplina. Si tratta di fasi, però, che se governate e accompagnate correttamente possono trasformarsi in strumenti di crescita per ragazze e ragazzi”.
DOCUMENTO IN ALLEGATO
Trento, 8 aprile 2026
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