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Call center Dolomiti Energia: gara chiusa

Fiom: se l'appalto finisce a un'azienda condannata per comportamento antisindacale, lo sconcerto è totale

Apprendiamo da fonti non ancora confermate che uno degli appalti del call center di Dolomiti Energia — quello relativo al mercato libero dell'energia, su cui oggi lavorano circa cinquanta persone tra Trento e Milano — sarebbe stato aggiudicato a LUO Srl, già Network Contacts, società al centro pochi mesi fa di una accertata vicenda di comportamento antisindacale.
Se la notizia fosse confermata, la vicenda assumerebbe contorni ancora più gravi di quelli già denunciati nei mesi scorsi.
È vero che nel capitolato d'appalto, dopo mesi di pressioni sindacali, sono state inserite clausole sociali e l'obbligo di applicare il CCNL dei Metalmeccanici. Ma quelle tutele scritte sulla carta valgono quanto la volontà di chi è tenuto ad applicarle. Affidare il lavoro di decine di lavoratrici a un'azienda con un accertato profilo antisindacale, che ha fatto della compressione dei diritti contrattuali un proprio modello operativo, significa esporre quelle lavoratrici a un rischio concreto e prevedibile.
La Fiom-Cgil del Trentino esprime sconcerto e preoccupazione. Sconcerto perché Dolomiti Energia — un gruppo pubblico che nel 2024 ha registrato quasi 350 milioni di utile netto — avrebbe selezionato, tra tutti i possibili aggiudicatari, proprio un soggetto con questo profilo. Preoccupazione perché le lavoratrici coinvolte, già penalizzate da una procedura di gara costruita per aggirare le normative provinciali a tutela del lavoro, si troverebbero ora di fronte a un interlocutore la cui affidabilità sul piano delle relazioni sindacali è già stata giudicata dai fatti.
Chiediamo a Dolomiti Energia di confermare o smentire pubblicamente la notizia. Chiediamo ai Comuni di Trento e Rovereto e alla Provincia — soci pubblici di questo gruppo — di sapere se questa è davvero la loro idea di tutela del lavoro femminile sul territorio.
La Fiom-Cgil del Trentino seguirà con la massima attenzione gli sviluppi e non si sottrarrà ad alcuna iniziativa necessaria a tutela delle lavoratrici coinvolte.

Trento, 1° aprile 2026

 

 

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