Retribuzioni basse. La strada obbligata è rilanciare industria e innovazione
Cgil Cisl Uil: il caro energia, effetto delle politiche trumpiane, sta già aggravando la situazione per famiglie e imprese
“Purtroppo i dati Inps sulle retribuzioni orarie sono l’ennesima dimostrazione di un Trentino in cui lavoratori e lavoratrici sono pagati troppo poco e faticano a stare dietro ad un costo della vita che continua a crescere. Assunta questa come certezza, però, sarebbe tempo di mettere in atto delle contromisure per invertire la rotta”. Lo dicono i segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino che davanti all’analisi pubblicata sul T non mostrano stupore. “E’ questa consapevolezza che ci ha portato negli ultimi anni a fare un pressing costante sulla giunta provinciale perché il problema retributivo venisse assunto come priorità. E sulla carta abbiamo ottenuto dei risultati come il Patto sui salari e il tavolo su industria e innovazione – proseguono Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher. - E’ chiaro, però, che non possiamo accontentarci di buoni propositi. E’ urgente mettere in atto delle misure concrete”.
Cgil Cisl Uil hanno lo sguardo puntato sull’industria. Per un duplice motivo, peraltro confermato dai dati Inps: è nel comparto secondario che si produce maggiore valore aggiunto e dunque buste paga più pensati. In quel settore il lavoro è più stabile e si fa più contrattazione di secondo livello, al netto dei buoni risultati raggiunti sulla contrattazione provinciale per il turismo e le coop sociali. “L’industria è competitiva se investe in innovazione e competenze. Serve dunque un piano industriale provinciale che sostenga gli investimenti privati nella direzione di accrescere produttività e innovazione”, insistono i tre segretari che premono anche sulla variabile tempo. “La situazione internazionale e gli effetti delle politiche di Trump sull’economia mondiale, tra dazi e crisi del Golfo, stanno determinando una tempesta perfetta di cui pagano il conto le famiglie e le imprese. La situazione è già sotto gli occhi di tutti noi. Se non vogliamo imboccare un periodo di recessione è indispensabile che anche a livello locale di mettano in atto politiche anticicliche per ridurre l’impatto del rallentamento economico”, concludono Grosselli, Bezzi e Largher.
Trento, 1° aprile 2026
