Carburanti, il taglio delle accise aiuta ma non cambia le difficoltà dei cittadini
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Il Governo interviene sul caro-carburanti con un taglio delle accise deciso dal Consiglio dei Ministri: 25 centesimi in meno su benzina e diesel e 12 sul GPL per 20 giorni. Il beneficio reale è modesto: circa 14,60 euro ad automobilista. Un sollievo temporaneo che non incide sulle cause strutturali dei rincari.
La riduzione arriva dopo settimane di aumenti che hanno gonfiato gli incassi fiscali dello Stato attraverso IVA e accise calcolate su prezzi già elevati. Una dinamica che scarica i costi delle tensioni internazionali direttamente su lavoratori e famiglie, mentre imprese energetiche e filiere della distribuzione continuano a proteggere i propri margini.
I controlli contro le speculazioni rappresentano un segnale utile, ma restano limitati perché non possono intervenire sugli aumenti sospetti avvenuti nei giorni precedenti al provvedimento. In pratica, eventuali rincari applicati prima del taglio delle accise restano intoccabili, anche se hanno ridotto o annullato il beneficio per i consumatori. Intanto, in molte aree i prezzi alla pompa non recepiscono pienamente il taglio fiscale, segno di un mercato dove la concorrenza non tutela i consumatori.
Deboli anche le misure sulla logistica, concentrate sul trasporto pesante e incapaci di incidere sull’intera catena dei prezzi. Nel frattempo il gas continua a salire, alimentando nuove pressioni su bollette e beni essenziali.
Un intervento di pochi giorni non basta. Servono misure strutturali: ridurre l’IVA sui beni di largo consumo e cancellare il meccanismo che applica l’IVA anche sulle accise dei carburanti. Senza correttivi duraturi, il peso della crisi continuerà a gravare su chi vive di reddito fisso, mentre i benefici si concentreranno dove il potere economico è già più forte.
Trento, 20 marzo 2026
