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Ridare dignità alla scuola dell'infanzia

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In modo unitario le OO.SS. FLC-CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA e FGU-SATOS
esprimono profonda preoccupazione per lo stato di disinteresse in cui si trova la scuola dell’infanzia; preoccupa l’abbandono della politica e l’esclusione dai necessari investimenti umani e materiali.
Serve un segnale di interesse, servono azioni reali. Ora!
Chiediamo:

di riaffermare il ruolo dell’insegnante come parte attiva nella progettazione didattico-pedagogica sia a livello di scuola che di sistema

di ridurre il rapporto numerico insegnante/bambini

di ridare valore ai momenti di compresenza, previsti per Legge, ma spesso disattesi a causa di scelte al risparmio sulle sostituzioni e alla carenza di personale qualificato

il riconoscimento dell’aggravio di lavoro per tutto il personale derivante da continue richieste non previste e non riconosciute

un qualificato potenziamento di ore per sostenere i bambini con bisogni educativi speciali

di sostenere il personale con formazione adeguata e diversificata

la stabilizzazione del precariato storico.
La massima stabilità delle scuole va garantita con organici adeguati già dal mese di settembre, in funzione delle frequenze previste sulla base delle preiscrizioni per il gennaio successivo e sulle esigenze previste e prevedibili.
Adeguare alle complessità e ai bisogni anche i parametri di assegnazione del personale operatore d’appoggio e stabilizzare il personale ausiliario e cuoco coprendo tutti i posti liberi da piano annuale.
Vogliamo una apertura immediata del tavolo APraN per il rinnovo contrattuale adeguatamente finanziato, per conformare tutta la parte giuridica, con inoltre la previsione della ricostruzione di carriera e dell’automatismo delle progressioni. La ripresa della contrattazione Fo.r.e.g. 2025/2026 con risorse aggiuntive estese all’intero sistema.
È necessario analizzare lo stato di salute della scuola e delle lavoratrici, porre rimedio a situazioni di sofferenza come la mancanza di insegnanti, l’utilizzo di personale senza titoli adeguati. È necessario rendere attrattiva la professione insegnante e gestire il ricambio generazionale.
Attualmente si registra una massiccia presenza di contratti con orari che vanno dalle 5 alle 10 ore settimanali inaccettabili per garantire una vita dignitosa e un lavoro di qualità.
La scuola dell’infanzia in analogia con la scuola a carattere statale deve seguire lo stesso calendario scolastico e chiede che il periodo estivo sia affidato a servizi conciliativi.
Le OO.SS. ribadiscono con forza alla politica le questioni di cui sopra. Dopo aver chiesto e non ottenuto dati, dopo aver atteso e non ricevuto ascolto, ora chiedono segnali concreti dall’Amministrazione. Durante questa primavera tutta la scuola dell’infanzia sarà in stato di agitazione e di mobilitazione che non rientrerà fino a quando le sue richieste, fino ad oggi inascoltate, saranno seriamente considerate dalla politica.

 

 

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