Calo della nascite minaccia per il Paese ma opportunità per la scuola
Raffaele Meo (Flc Cgil): può essere un’opportunità per avviare un vero cambiamento verso una scuola migliore con una riduzione degli alunni per classe e la conservazione degli organici
Calo delle nascite, invecchiamento della popolazione e declino demografico. E’ su questi binari che viaggia il futuro del Trentino come quello dell’intero Paese. L’impatto sul mercato del lavoro, sul sistema previdenziale, sulla sanità e su ciò che resta dello Stato sociale sarà molto sfidante e richiederà il contributo delle menti più alte del nostro Paese per affrontarlo. La scuola non è esente e mostra un trend di riduzione degli iscritti, marcato alla scuola dell’infanzia e primaria, emergente nella secondaria di primo grado e imminente nel secondo grado. “Siamo di fronte a un’insidia di portata epocale che nella scuola va tradotta in un’opportunità”, sostiene Raffaele Meo, segretario della Flc CGIL del Trentino, che su questo tema ha scritto all’assessora Francesca Gerosa ponendolo come uno dei nuclei centrali da discutere nell’ambito degli Stati Generali da lei annunciati. “La graduale riduzione degli iscritti nelle scuole e la conservazione degli organici dei docenti, se governata nel modo giusto, può dare alla scuola il respiro che le serve per compiere quel cambiamento, quanto mai necessario, per essere più concentrata su se stessa e sul proprio ruolo educativo e per aderire più fedelmente a una società che è già cambiata e continua a cambiare a ritmi sempre più sostenuti”. Su un punto il sindacato è netto: la riduzione degli iscritti non può e non deve essere un alibi per fare economie, bensì un’occasione per abbassare la pressione sul sistema educativo e scolastico, liberare risorse in termini di spazio, tempo ed energie per organizzare una scuola più ordinata, più vivibile e caratterizzata da ritmi più a misura delle persone che la vivono. “Il collasso del ruolo della famiglia come protagonista principale dell’educazione e della cura dei figli nell’ultimo ventennio ha riversato sulla scuola richieste, attese, pressioni e un carico di responsabilità sbilanciato e insostenibile a fronte di investimenti inesistenti e nessun disegno di riforma degno di questo nome all’orizzonte”.
Il primo passo, che restituirebbe risultati rapidi e tangibili per mettere quanto meno in sicurezza una situazione già critica, è ridurre il numero di studenti per classe in modo significativo in attesa di una riforma più organica della scuola. “Questa richiesta, che noi portiamo da sempre con costanza e determinazione ai tavoli che coinvolgono i decisori politici, gli unici in potere di darle concretezza, in questo momento è una misura semplice, efficace e non più procrastinabile. Per noi non rappresenta un traguardo bensì una premessa imprescindibile per creare le condizioni di un cambiamento che, in mancanza di un pensiero, un progetto politico di cambiamento profondo, organico e attuale della scuola che risponda alle esigenze della società contemporanea, restituisca alla scuola tempo, spazio e risorse finanziarie affinché produca un cambiamento endogeno, dal proprio interno e al proprio interno, per gestire in modo più efficace e ordinato esigenze e richieste sempre più complesse, variegate e pressanti da parte della propria comunità di riferimento”, conclude Meo.
Trento, 25 febbraio 2026
