Referendum giustizia. Nasce anche in Trentino il comitato della società civile per il no
Acli, Anpi, Arci, Cgil e Udu: la riforma mette a rischio l’autonomia della magistratura e non risolve il problemi della giustizia italiana. Si recuperi lo spirito costituente per modificare la Carta
Nasce anche in Trentino il comitato della società civile per il No. Ne fanno parte Acli, Anpi, Arci, Cgil e Udu che oggi in una conferenza stampa hanno illustrato le ragioni per opporsi, votando no, alla riforma della giustizia, che sarà sottoposta a referendum costituzionale il 22 e 23 marzo prossimo.
Sul metodo e sul merito del provvedimento è intervenuto il presidente delle Acli trentine, Walter Nicoletti, mettendo l’accento sull’importanza della partecipazione a questa consultazione e sulla responsabilità che tocca tutti nel momento in cui ci si appresta a modificare la costituzione. “Sentiamo il dovere di contribuire a un dibattito serio e informato su temi che toccano il cuore della nostra democrazia. Riteniamo che la riforma presenti criticità rilevanti perché si tratta di un’iniziativa che proviene esclusivamente dal Governo e non dal Parlamento, al quale è stato impedito di apportare anche la minima modifica al testo. Preoccupa anche la scelta di mantenere la data del 22 e 23 marzo nonostante una nuova proposta referendaria promossa da 15 cittadini e sottoscritta da oltre 500.000 elettori ed elettrici”.
Di riforma che non risponde ai bisogni dei cittadini ha parlato il segretario generale della Cgil Andrea Grosselli. “La riforma Nordio non scioglie i veri nodi della giustizia italiana. Non dà risposte sui tempi dei processi, non rende più efficiente il sistema non riduce i contenziosi giudiziari. Crediamo inoltre che non si possa modificare la Costituzione con spirito di parte, come sta avvenendo adesso. La Carta si può modificare, ma per farlo bisogna recuperare una condivisione ampia in Parlamento, quello spirito costituente che aveva animato l’assemblea costituente, capace di mettere insieme visioni anche molto distanti per arrivare ad un testo equilibrato e valido ancora oggi”.
Sul rischio che la riforma mini l’autonomia della magistratura si è soffermato Andrea La Malfa, presidente di Arci Trentino. “Noi vogliamo una magistratura autonoma e indipendente perché sono autonomia e indipendenza che garantiscono tutti i cittadini. Tutto ciò comprime questi l’autonomia e l’indipendenza di uno dei tre poteri ci deve preoccupare. Per queste ragioni siamo convinti che sia giusto promuovere il voto contrario al referendum”. Sul tema ha insistito anche il presidente dell’Anpi Mario Cossali che ha sottolineato come ridurre l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario sia ormai una questione internazionale. “Ormai la giustizia la fanno ai tavoli dei potenti. Anche controriforma italiana si inserisce questo quadro”, ha rimarcato con amarezza.
Infine il rappresentante dell’Unione degli studenti universitari (Udu) Diego Cirillo che ha posto l’accento sull’ingiusta scelta di non consentire, per questo referendum, il voto ai fuori sede. “E’ una decisione assurda e incomprensibile alla luce del calo costante dei votanti. Non facendo il decreto per i fuori sede, di fatto, non si consente a molti universitari di partecipare al voto esercitando il loro diritto”.
Trento, 20 febbraio 2026