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Lavoro. Tute blu trentine in sciopero contro i licenziamenti

Protesta proclamata unitariamente in tutta Italia da Fiom, Fim e Uilm In provincia si sono fermate per due ore Mahle Componenti Motori e Metalsistem Si va avanti la prossima settimana

Arriva anche in Trentino la protesta delle tute blu contro lo sblocco dei licenziamenti. Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato a livello nazionale due ore di sciopero da fare entro la fine del mese. La protesta coinvolge da alcuni giorni moltissime fabbriche d'Italia.

In provincia ieri hanno incrociato le braccia per primi i dipendenti della Mahle Componenti Motori di Gardolo con altissima adesione. Sempre ieri si è fermata anche la Metalsistem di Rovereto con alta adesione in produzione.

La decisione di protestare è stata assunta in solidarietà dei lavoratori e delle lavoratrici di aziende e multinazionali come  Gkn, Whirlpool, Gianetti Ruote che all'indomani dello sblocco dei licenziamenti, senza rispettare l'intesa con Governo e Confindustria per il massimo ricorso agli ammortizzatori sociali, hanno avviato le procedure di licenziamento nei propri stabilimenti.

Decisioni che il sindacato reputa inaccettabili, "perché colpiscono l'insieme il mondo del lavoro e che vanno contrastate con fermezza da tutti i metalmeccanici per difendere l'occupazione, il reddito dei lavoratori, impedire la riduzione della capacità industriale del paese, evitare che altre aziende seguano questi esempi negativi e rivendicare allo stesso tempo investimenti e politiche industriali in tutto il territorio nazionale. Le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dalla comunità europea sul PNRR vanno utilizzate per innovare il sistema produttivo del paese, realizzare la transizione ecologica e digitale, dare soluzioni alle tante crisi aperte, creare nuova e stabile occupazione".

"Per queste ragioni le riorganizzazioni aziendali non si devono scaricare sui lavoratori e sulle lavoratrici che vanno tutelati e accompagnati nelle fasi di transizione con  gli ammortizzatori sociali", sostiene la segreteria generale della Fiom-Cgil Manuela Terragnolo, anche i metalmeccanici trentini, in linea con le sigle nazionali, chiedono anche di "vincolare le ingenti risorse pubbliche destinate alle imprese a precisi vincoli sociali a partire dalla difesa dell'occupazione, al superamento della precarietà lavorativa, alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Fiom, Fim e Uilm sollecitano il Governo ad intervenire presso la Confindustria per bloccare i licenziamenti, rispettare l'avviso comune sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali sottoscritto con Cgil Cisl e Uil, dare soluzioni alle crisi aperte, aprire con il sindacato tavoli di confronto nei principali settori industriali a partire dall'automotive, dalla siderurgia, dall'elettrodomestico.

Le proteste proseguiranno durante tutta la prossima settimana negli altri stabilimenti trentini.

Trento, 24 luglio 2021

 

 

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