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Emergenza Covid, in due settimane positivi quintuplicati

Cgil Cisl Uil: indispensabile potenziare la Centrale Covid, rafforzare la strategia di tracciamento e portare i tamponi a cinquemila al giorno per tenere aperte scuole e attività produttive

Non è proprio tutto sotto controllo sul fronte dell’emergenza sanitaria. In quindici giorni il numero medio settimanale di nuovi positivi in Trentino ogni centomila abitanti è passato da 66 a 286. In sostanza si è quintuplicato tra il 18 ottobre e il 1° novembre secondo i dati elaborati dalla Fondazione Kessler. E in un solo giorno i ricoverati per Covid sono saliti da 161 a 189. Intanto l’Alto Adige è ormai zona rossa con misure restrittive molto importanti, assunte con l’intento di arrestare l’impennata dei contagi. “In questo quadro è come se il Trentino avesse deciso di restare alla finestra invece che giocare d’anticipo – dicono con grande preoccupazione i segretari generali di Cgil Cisl Uil -. Nella fase epidemiologica in cui ci troviamo non è sufficiente affidarsi solo ai protocolli, che sono fondamentali ma non eliminano il rischio. Basti pensare a quello che succede nelle case di riposo dove la protezione doveva essere massima e invece il virus è tornato. Se poi aggiungiamo che il tracciamento è in grande affanno, non si può più dire: ci sono i protocolli e allora siamo tranquilli. E non basta parlare di nebbia, siamo di fronte ad una vera e propria tempesta che va arginata subito, assumendo decisioni coraggiose ed equilibrate con lo scopo di tutelare soprattutto scuola e lavoro. Ne va della salute dei nostri concittadini e di tanti operatori sanitari che anche oggi stanno lavorando in situazioni spesso al limite”.
Le direzioni su cui muoversi sono dettate dalla stessa diffusione del virus: il contagio si diffonde con il movimento delle persone. Non sono più rinviabili scelte che riducano i contatti sociali in maniera ordinata. “Dobbiamo evitare in ogni modo possibile un lockdown generalizzato – incalzano Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. La giunta provinciale non attenda passivamente indicazioni da Roma, ma si muova autonomamente. Non possiamo aspettare che le terapie intensive siano nuovamente sull’orlo del collasso. Già il trend dei ricoveri è in preoccupante salita”.
I sindacati chiedono dunque di aumentare ancora il numero di tamponi, riallacciando subito la collaborazione con il Cibio. Obiettivo arrivare il prima possibile oltre la soglia di 5mila test. Non si deve in nessun modo rinunciare a cercare gli asintomatici se veramente vogliamo bloccare il virus
Allo stesso tempo va potenziata la centrale Covid per riallacciare i fili del tracciamento. “Si prenda in considerazione la proposta lanciata dal presidente dell’Ordine dei Medici di usare nella centrale Covid personale sanitario in pensione”.
Infine è indispensabile potenziare la presa in carico dei positivi, anche riaprendo le strutture residenziali Covid sul territorio per favorire l’isolamento. “Se la sanità trentina arrivasse al limite del collasso, ciò equivarrebbe ad un nuovo lockdown almeno per le conseguenze pesantissime sul piano sociale ed economico. Bisogna evitare in ogni modo il verificarsi di questo scenario. Il Trentino non può permetterselo”.

Trento, 3 novembre 2020

 

 

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