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Disegno di legge sugli appalti: nessun stravolgimento, ma importanti conferme sulla clausola sociale

Cgil Cisl Uil: il provvedimento dell’esecutivo ribadisce quanto sostenuto dai sindacati e dai protocolli d’intesa

“Il nuovo disegno di legge della giunta provinciale sugli appalti fornisce finalmente un’interpretazione autentica della clausola sociale, coerente con quanto peraltro già definito nel protocollo d’intesa del 2010 e da successivi atti, ed con le stesse interpretazioni date al Tavolo appalti dai sindacati”. Lo ribadiscono Cgil Cisl Uil del Trentino al margine dell’incontro avuto questa mattina con il dirigente generale della Provincia, Paolo Nicoletti proprio sul tema appalti. I sindacati aggiungono inoltre che l’interpretazione odierna è figlia anche di recenti sentenze (2018 e 2019) e indirizzi sia comunitari che nazionali.

Il confronto era stato chiesto un mese fa dai sindacati, confederazioni e categorie, ed è stato anche l’occasione anche per conoscere i contenuti del nuovo atto normativo dell’Esecutivo. “E’ positivo che la giunta provinciale prenda posizione su un tema così spinoso e che tiene in scacco moltissimi lavoratori, che ogni cambio appalto vedono peggiorate le loro condizioni di lavoro – hanno ricordato i segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. In questo modo sarà chiaro in maniera non più interpretabile che negli appalti di servizio a fronte di una continuità organizzativa ai lavoratori e alle lavoratrici dovranno essere garantite le stesse condizioni di inquadramento e retributive, oltre che il posto di lavoro”. Resta la consapevolezza che un provvedimento di tal tipo poteva essere assunto in tempi più rapidi per via amministrativa.

I sindacati ci tengono, però, a sottolineare che il nuovo disegno di legge, nei fatti, non cancella nulla della normativa precedente, semmai la esplicita in maniera più chiara. “Si assume finalmente la posizione che le organizzazioni dei lavoratori hanno sempre ribadito al Tavolo appalti e in diverse osservazioni sulla clausola sociale negli anni scorsi, anche con la precedente giunta provinciale e recentemente a maggio di quest’anno nelle osservazioni alla Legge provinciale sulla semplificazione”. Va aggiunto anche, che questa interpretazione maggiormente tutelante per i lavoratori ha già visto alcune puntuali applicazioni nel recente passato nell’appalto di servizio di gestione multiservice dell’Azienda sanitaria e sul capitolato per i servizi di depurazione.

La questione appalti in provincia non si chiude con questo, pur apprezzabile, disegno di legge. Come noto nella definizione dei capitolati di gara ci sono le regole da rispettare e ci sono le scelte politiche a monte che definiscono anche le risorse da mettere in campo per un determinato servizio. Serve poi prendere in considerazione una volta e per tutte la possibilità di costruire gare solo sull’offerta tecnica, per gli appalti ad alta intensità di manodopera. E’ questa l’unica maniera di evitare il ricorso al massimo ribasso sulla pelle dei lavoratori. Va preso in considerazione il tema dei controlli in fase esecutiva, oggi totalmente sottovalutato e va affrontata con coraggio anche l’ipotesi di considerare la possibilità di trovare soluzioni diverse dalle esternalizzazioni per alcune tipologie di servizi e in determinate situazioni, riportandole ad una gestione interna. “La questione è molto complessa, per questa ragione riteniamo opportuno che si apra un confronto serio e costruttivo con le parti sociali sull’intera tematica degli appalti”. Confronto che a detta dei sindacati non può tenere fuori anche la questione del maxi appalto delle pulizie, per cui 1.300 lavoratori sono con il fiato sospeso.

 

 

 

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