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Lavoratori in crisi, la misura di sostegno della Giunta è un fallimento

Cgil Cisl Uil: da mesi denunciamo criteri troppo restrittivi. Le risorse inutilizzate vanno subito reinvestite in forme di aiuto più efficaci. Serve un confronto immediato

Lavoratori in crisi, la misura di sostegno della Giunta è un fallimento

La tentazione di dire “ve l’avevamo detto” è forte: l’attualizzazione dell’assegno unico voluta dalla Giunta provinciale per sostenere i lavoratori in difficoltà, soprattutto gli stagionali, si sta rivelando un totale fallimento. In questa fase, però, preferiamo non rivendicare di essere stati inascoltati, chiediamo invece all’Esecutivo di aprire un confronto immediato per costruire subito una vera misura di sostegno efficace per questi lavoratori e queste lavoratrici”. Di fronte ai numeri che certificano in modo impietoso la totale inefficacia della misura, i segretari generali di Cgil Cisl Uil scelgono di guardare al prossimo futuro, per fare in modo che gli errori fatti a giugno e confermati a febbraio non si ripetano anche con la nuova manovra allo studio di Piazza Dante.
“Ci aspettiamo che la Giunta prenda atto con umiltà di aver calibrato male l’intervento scegliendo criteri eccessivamente restrittivi e puntando su uno strumento, la quota A dell’assegno unico, già molto selettiva perché destinata alle famiglie in condizione di povertà – spiegano Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Adesso la priorità è aprire un confronto immediato con le parti sociali per calibrare una misura realmente efficace, che sostenga tutti i lavoratori e le lavoratrici che per mesi non hanno lavorato o hanno visto pesantemente ridimensionato il loro potere d’acquisto per la cassa integrazione. Pensiamo agli stagionali del turismo, ma anche a chi opera nello spettacolo, nello sport. Ai lavoratori di alcuni comparti commerciali, dei servizi, della ristorazione o dei pubblici esercizi”.
La situazione di difficoltà è pesante. In un anno un lavoratore stagionale guadagna in media 15mila euro. Quest’anno ne avrà incassati 8mila, di cui 3,500 di reale guadagno e la restante parte tra Naspi e bonus statali. “Ci chiediamo se la misura sarebbe stata studiata meglio se al posto dei lavoratori e delle famiglie ci fossero state le imprese, che l’assessore Failoni ha rassicurato anche ieri promettendo che verranno ristorati per tutti i costi fissi di questi mesi”. Altro nodo che Cgil Cisl Uil contestano è l’assurdo dei vincoli dei 10 anni di residenza per accedere all’attualizzazione. “Si escludono nel momento del bisogno lavoratori e lavoratrici che contribuiscono alla crescita del nostro turismo, ma solo per la loro provenienza nel momento di bisogno si preferisce far finta che non esistano”.
La priorità deve essere non ripetere gli errori fatti finora, perché a rimetterci sono i lavoratori e le famiglie. “Abbiamo preso atto che la Giunta vuole creare una nuova misura di sostegno non avvalendosi del Fondo di Solidarietà del Trentino, a cui non destina nemmeno un euro. Non ne comprendiamo le ragioni, ma quel che conta è che si diano risposte efficaci”. Per questo le tre sigle chiedono di essere convocate con urgenza dall’assessore Spinelli per aprire un confronto di merito. “Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, come sempre responsabilmente”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

Trento, 21 aprile 2021

 

 

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