NEWS

Porfido. Giuliano Montibeller nuovo responsabile per la Fillea Cgil.

Il sindacato chiede che le aziende investano di più nei banconi.

Porfido. Giuliano Montibeller nuovo responsabile per la Fillea Cgil.
Nel giorno in cui la Provincia di Trento riceve un premio europeo per il progetto di introduzione dei banconi nella lavorazione del porfido, promosso dal Comitato paritetico salute e sicurezza del settore, la Cgil ha nominato il nuovo responsabile per le attività estrattive. Si tratta di Giuliano Montibeller, 47 anni di Sevignano, operaio del porfido ad Albiano e delegato della Fillea Cgil. Sostituisce Renato Beber che a breve andrà ad occuparsi, sempre per il sindacato delle costruzioni, del comparto edile della zona di Fiemme, Fassa e Primiero. Un cambio della guardia che giunge in un momento davvero importante per il futuro del settore. Dopo l'approvazione della nuova legge sulle attività estrattive, sta per nascere, seppure tra qualche difficoltà e ritardo, il distretto del porfido grazie al quale i sindacati sperano di riuscire a garantire non solo lo sviluppo del comparto, ma anche di diffondere maggiori tutele e migliori condizioni di lavoro per tutti gli operai. «Per crescere – spiega Montibeller – il settore deve puntare all'innovazione e alla qualità. Vale per tutti gli ambiti economici, ma anche per il porfido alle prese con nuovi paesi emergenti come l'Argentina e la Cina». I dati testimoniano di un settore ancora in salute, ma alle prese con profonde modificazioni. Le cave di porfido, concentrate in val di Cembra, sono 96 e nel 2005 hanno prodotto 1,7 milioni di tonnellate di materiale grezzo, per un valore complessivo di 71 milioni di euro circa. Sempre nel 2005 i lavoratori erano 1.055 ai quali vanno aggiunti circa 450 lavoratori autonomi. Comprendendo anche le attività di seconda e terza lavorazione e tutto l'indotto, si stima che gli addetti del settore siano circa 2.500. Le aziende artigiane e industriali sono 140 con un fatturato complessivo di poco superiore ai 200 mila euro l'anno. «Oggi però – continua Montibeller – oltre ai problemi del mercato, il settore deve affrontare i temi della sostenibilità ambientale, dell'innovazione nei sistemi di trasporto e nel miglioramento delle condizioni di lavoro, a partire dall'uso di nuove tecnologie che attenuano i rischi di malattie professionali. Non è un caso che oggi la Provincia venga premiata dall'Europa per i banconi. Si tratta di un progetto nato per volontà dei sindacati, con il concorso degli imprenditori, nell'intenzione di rendere meno faticoso il lavoro di cava, soprattutto per la prima lavorazione. Dopo questo premio però non dobbiamo fermarci. I banconi attualmente in uso nelle cave sono solo 24, mentre gli operai addetti alla prima lavorazione sono ben 400. Bisogna accelerare la diffusione dei banconi e portarli in ogni cava. Gli imprenditori devono investire di più in questa tecnologia».

 

 

TORNA SU