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Allarme scuola, mancano supplenti

Gli iscritti alle graduatorie sono in calo. Caccia al telefono per trovare docenti.

Allarme scuola, mancano supplentiIntrovabili supplenti. Inizio d'anno difficile per le scuole, impegnate nella ricerca degli insegnanti necessari a coprire le assenze dei titolari oppure le cattedre non assegnate dallo Sgrusf. Mai come quest'anno le segreterie si sono imbattute in ostacoli a volte insuperabili. I motivi di tale difficoltà sono numerosi. In primo luogo sono diminuiti i docenti iscritti nelle graduatorie di istituto. I candidati supplenti inseriti negli elenchi di prima fascia si sono ridotti per la richiesta di trasferimento ad altra provincia. Le prime nomine hanno portato al rapido esaurimento di queste graduatorie. Anche la seconda fascia si è velocemente esaurita per l'esiguità dei nuovi inserimenti. Rimangono le graduatorie di terza fascia, ad esclusione di quelle dei docenti di sostegno e di lingue straniere (nella scuola primaria), già esaurite. Ma nemmeno gli elenchi di terza fascia sono lunghi, tanto che fra pochi giorni si dovrà passare alla convocazione degli insegnanti non inseriti nelle graduatorie di istituto. «Negli anni scorsi - spiegano alla segreteria dell'istituto comprensivo di Cognola - le graduatorie venivano esaurite solo al termine del triennio di validità. Oggi la situazione è profondamente cambiata». Va aggiunto che nei primi giorni di lezione tutte le scuole cercano contemporaneamente di contattare i medesimi insegnanti per offrire le supplenze disponibili. Le conseguenze sono evidenti: intasamento delle linee telefoniche, rinunce per la possibilità di attendere la destinazione o la durata più appetibile, giorni interamente occupati nella ricerca di un supplente. I numeri parlano chiaro. All'istituto comprensivo di Mezzocorona sono state effettuate ben 650 telefonate solo nei primi dieci giorni di settembre con due persone impegnate mattino e pomeriggio nella ricerca di supplenti. Per il medesimo scopo entrambe le linee telefoniche della scuola di Povo sono rimaste occupate ogni giorno per ore. In media l'istituto comprensivo di Cognola ha dovuto effettuare cento chiamate prima di trovare il docente disponibile ad accettare una supplenza; più di ottanta telefonate per coprire un periodo di soli dieci giorni alle elementari. E gli esempi potrebbero continuare. Quasi fosse regolata dalla legge della domanda e dell'offerta, la ricerca di un supplente ha offerto ai docenti un'ampia possibilità di scelta. Spesso le scuole si sono imbattute nel giochetto delle telefonate senza risposta. «E subito dopo aver chiamato senza esito dall'apparecchio della segreteria - si racconta - si può invece ottenere una risposta immediata con una telefonata in partenza da un cellulare personale il cui numero non appare al destinatario. Cosa succede? In pratica se un aspirante supplente vede il numero di certe scuole (magari lontane o poco appetibili) può decidere di volta in volta se rispondere oppure no». Una scelta del tutto lecita che, fra l'altro, non comporta alcuna penalizzazione. In proporzione aumentano i costi relativi sia alla bolletta telefonica sia all'invio di telegrammi. Sono migliaia di euro all'anno per ciascuna scuola. Una recente indagine della rivista «Tuttoscuola» ha stimato in più di 50 milioni la spesa sopportata da tutte le scuole primarie italiane. Qualche novità è però alle porte. Dopo anni di sollecitazioni e ritardi, la Provincia ha deciso di dotarsi di un programma informatico per la gestione delle supplenze. Un gruppo di lavoro composto da esperti del servizio sviluppo e innovazione dell'assessorato all'istruzione e di «Informatica trentina» sta infatti predisponendo uno specifico software. Si rende peraltro indispensabile un adeguamento normativo per superare i vincoli che tuttora condizionano questo importante momento della vita scolastica. 23 ottobre 2007

 

 

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