NEWS

«Emergenze, il nodo delle risorse»

Cgil, Cisl e Nursing Up aprono sul progetto: «Ma gli infermieri bastano?»

«Emergenze, il nodo delle risorse»Il giudizio di Ettore Tabarelli, segretario della Uil sanità, è tranciante: «Questa è follia». Cgil, Cisl e Nursing Up «salvano» la proposta di riorganizzazione del sistema delle emergenze sul territorio provinciale, ma bocciano il metodo - «dovevano informarci»- e chiedono una verifica delle reali risorse. Perché - dicono - non si possono fare le nozze con i fichi secchi. Il progetto, anticipato ieri dall'Adige, prevede di fatto una rivoluzione del servizio del 118 Trentino Emergenza: i pochi medici rimasti (quattro più il primario e il suo vice) guideranno gli interventi prevalentemente dalla centrale e la decisione di uscire o meno spetterà a loro e non più all'operatore che gestisce l'emergenza. Gli interventi urgenti in ambulanza saranno dunque affidati agli infermieri, che in futuro dovrebbero essere dotati anche di una telecamera, piazzata su un casco. In questo modo il medico potrebbe seguire l'intervento in presa diretta. «È una boutade - attacca Ettore Tabarelli - Siccome i medici non vanno in ambulanza ci mettiamo gli infermieri. Sarebbe come dire: mandiamo i malati a casa perché non ci sono gli infermieri». Sferzante il giudizio sull'assessore: «Andreolli non è democratico. Non ci ha mai coinvolti nei problemi, come peraltro l'Azienda sanitaria». Critico anche nel merito della proposta: «Non è la telecamera che esonera l'infermiere da responsabilità: anamnesi e diagnosi devono essere fatte dal medico. Qui siamo al gossip della sanità: mettere le telecamere è una pagliacciata». Quanto alla carenza di medici in servizio al pronto soccorso, osserva: «Se i medici mancano, li assumano: se davvero c'è la volontà di farlo sono certo che i posti saranno coperti». Di diverso avviso Paolo Panebianco , di Nursing Up: «Credo che questo progetto rappresenti la posizione più intelligente e sostenibile. Pensare di avere un medico su ogni ambulanza o sulla maggior parte di esse è un'idea che non ha eguali nel mondo occidentale. Sia per motivi di appropriatezza che per ragioni di sostenibilità economica. Bisogna far capire ai cittadini - osserva - che l'assenza del medico a bordo non rappresenta una perdita di sicurezza, alla luce della specifica preparazione con cui vengono addestrati gli infermieri e della loro formazione universitaria». Le note dolenti, però, non mancano: «L'assessorato non è molto sensibile e, come era successo a Rovereto, con l'improvvisa introduzione dell'automedica, non ci ha informati. Noi vorremmo invece dare voce degli operatori del 118». Il secondo nodo riguarda le risorse: «L'idea è sensata ed in linea con quanto avviene negli altri Paesi europei: ma esiste il personale per fare un progetto di questo genere? Quello della mancanza di infermieri è un problema: spesso si sono fatte nozze con i fichi secchi, allora vediamo subito se ci sono le risorse. Nessun infermiere del 118 si tirerà indietro rispetto all'assunzione di responsabilità, ma si devono mettere gli operatori in grado di fare quanto loro richiesto». Sulla stessa lunghezza d'onda Pierachille Dalledonne , della Cisl sanità: «Non ho dubbi che gli infermieri siano all'altezza della situazione, ma questo discorso va ben valutato. Non possiamo permetterci di sgarrare. Anche il supporto di sistemi video va bene, l'importante è migliorare la qualità dell'assistenza per il paziente. Ma i numeri sono il primo problema da valutare: non solo per medici, ma anche per infermieri e autisti. La proposta può crescere solo se l'organico lo consente». Mette l'accento sui numeri e sul mancato coinvolgimento delle sigle sindacali Marco Endrizzi , della Cgil sanità: «Se vogliono mettere la telecamere in testa agli infermieri, perché il medico dalla centrale faccia una diagnosi veloce, non possiamo che esserne felici. La cosa che mi lascia allucinato è che, rispetto a questa rivoluzione copernicana dell'assistenza diretta, non siano state interpellate le sigle sindacali». Ma il vero scoglio, secondo Endrizzi, è l'assenza di personale: «Recentemente si è sperimentato l'inserimento di operatori socio sanitari a tempo determinato in sostituzione di autisti dell'ambulanza. Una volta in pensione, infatti, non si riescono più a sostituire con infermieri, come avveniva un tempo. Questo significa che esiste un un problema di risorse infermieristiche e di autisti. Vogliono mettere la telecamera sul casco degli infermieri perché mancano i medici, ma poi non trovano nemmeno gli infermieri. Allora cerchiamo di risolvere prima il problema della dotazione organica». 19 ottobre 2007

 

 

TORNA SU