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Autotrasporto. La Filt Cgil critica con Panizza

Flammini: "Invece di un tavolo con gli imprenditori, Panizza farebbe bene a sedersi ad ascoltare i lavoratori"

Autotrasporto. La Filt Cgil critica con PanizzaSicuramente meritevole di attenzione è l’iniziativa progettata dall’assessore provinciale ai Trasporti, Artigianato e Cooperazione Franco Panizza in merito alla costituzione di un tavolo di lavoro permanente che riunirà i rappresentanti datoriali dell’autotrasporto merci trentino e la giunta provinciale. Secondo le notizie filtrate dagli organi di stampa di questi giorni, obiettivo del predetto organismo sembrerebbe quello di coadiuvare un settore vitale per l’economia locale come la mobilità dei prodotti e delle derrate sulla rete stradale, attraverso i poteri ed il prestigio dell’assessore delegato. Pare infatti di capire che quest’ultimo – cogliendo le esigenze, le necessità, i problemi e le istanze delle imprese rappresentate dai loro sindacati al neo costituito tavolo – possa poi svolgere soprattutto un ruolo di interlocuzione privilegiata con le superiori istanze (Governo Nazionale, Istituzioni Europee) ma anche con gli organi di polizia e di controllo (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) o le società autostradali (AUTOBRENNERO in testa), sostanzialmente a sola garanzia degli interessi imprenditoriali. Verrebbe da pensare ad una sorta di “super lobby”, calcolato che le associazioni sindacali presenti al tavolo (per la cronaca ASSOARTIGIANI, CONFINDUSTRIA e FAI) hanno già un forte ascendente sia politico che economico tanto sullo scenario locale che nazionale. Comandante della gioiosa e influente “macchina di potere” sarà il nuovo assessore Franco Panizza il quale ha dichiarato che “quello degli autotrasportatori merci è un ruolo importante. Che produce posti di lavoro, offre servizi, è conscio delle proprie responsabilità ma chiede anche di essere ascoltato”. Alla prima riunione del tavolo permanente sono già stati inviati i primi segnali d’allarme dai rappresentanti delle imprese: la concorrenza sleale dei vettori provenienti dai paesi dell’est europeo appena entrati nell’Unione Europea; la carenza di infrastrutture; l’eliminazione del divieto di sorpasso sull’AUTOBRENNERO in quelle tratte prossime alle aree di sosta ed ai caselli visto che la velocità dei mezzi pesanti deve comunque essere ridotta. Forse l’assessore Panizza dovrebbe analizzare alcuni di questi “problemi” con più accortezza prima di lanciarsi in appassionate interlocuzioni privilegiate. Tanto per cominciare, fa scappare da ridere che il rappresentante di CONFINDUSTRIA lamenti al rappresentante della Giunta Provinciale la concorrenza sleale dei vettori dell’est europeo. Basterebbe accedere ai siti web delle principali imprese trentine di autotrasporto merci per scoprire che, ad esempio, proprio la sua azienda “è stata la prima ad aprire una filiale con base logistica in Lituania” così da poter inviare i suoi “vettori nelle ex repubbliche sovietiche, in Polonia ed in Repubblica Ceca” (www.corriererosa.com). Il gruppo ARCESE di Arco – la più grande holding nazionale ed internazionale di trasporto e logistica merci – vanta filiali in SLOVACCHIA (Humeneè) e POLONIA (Tychy, Biesko Biala) nel suo sito www.gruppoarcese.com. E, ancora. MOIOLA TRASPORTI SRL ha costituito la MOIOLA TRANS SRO con sede a Senec in SLOVACCHIA (www.moiola.com); la S.A.E. SPA controlla la SAE CZECH SRO a Praha nella REPUBBLICA CECA (www.saeit.com). E’ meglio fermarsi, perché dai pochi esempi appena riferiti emerge come le locali società industriali di autotrasporto merci rappresentino loro stesse un problema concorrenziale tanto per i vettori dell’est europeo, quanto per quelli nazionali senza sedi esportate. Forse l’assessore PANIZZA farebbe bene ad informarsi sull’impiego di autisti slovacchi, assunti in quello stato da ditte trentine, fatti lavorare in Italia e pagati con le retribuzioni del loro paese d’origine. Si tratta di dipendenti che, a parità di lavoro e mansioni, hanno retribuzioni ridotte anche del 75% rispetto ai loro omologhi assunti in Italia. Chi è che agisce “al di fuori delle regole minime” ? Sulla sicurezza è bene stendere un velo pietoso… Ancora oggi, dopo decine di denunce e casi saliti alle cronache giudiziarie, sebbene vi siano normative europee più rigide in merito alla rete di controlli su velocità, tempi di guida, tempi di riposo, si assiste a pratiche aziendali ignobili e spregevoli quali le false attestazioni di ferie (quelle che certificano una fittizia assenza dal lavoro dell’autista per coprire un numero spropositato di ore di guida, vietato dalle norme europee e dei singoli stati nazionali aderenti all’U.E., allo scopo di eludere i controlli di polizia), l’uso dei dischi cronotachigrafici doppi nell’ambito di una singola giornata (uno intestato ad altra persona per una determinata tratta, l’altro titolato all’autista alla guida del TIR, così impedendo alle autorità le verifiche del caso). Ultimamente questa Federazione è venuta a conoscenza che proprio un’impresa iscritta a CONFINDUSTRIA impone ai propri dipendenti di restituirgli parte della retribuzione indicata nelle loro busta paga, una volta che è stato effettuato l’accredito bancario del loro stipendio. Lo sfruttamento del personale dipendente è sempre più alto, con i continui ricatti esercitati attraverso i contratti atipici e precari previsti dalla vigente legislazione nazionale. Il ricorso ai contratti a termine è oramai routine, perché routine è la minaccia del mancato rinnovo se ci si rivolge al sindacato per rivendicare i diritti. Forse l’assessore Panizza, anziché un tavolo permanente con le categorie imprenditoriali, dovrebbe accettare una sedia permanente presso gli uffici sindacali per ascoltare dalla viva voce degli autisti le vergogne e le umiliazioni a cui questi vengono giornalmente sottoposti dai loro “padroni”. Sentite attentamente le quali, del tavolo ne potrebbe fare ben altro uso.

 

 

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