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Porfido. Fillea Cgil: “Distretto, ritardi preoccupanti”

Renato Beber e Giuliano Montibeller criticano la lentezza sul regolamento attuativo e sul distretto. “Fondamentali per aumenatere le tutele dei lavoratori e far crescere le imprese”.

Porfido. Fillea Cgil: “Distretto, ritardi preoccupanti”«I lavoratori del porfido chiedono risposte alle domande di sempre: più sicurezza sui luoghi di lavoro, introduzione di sistemi tecnologici di lavorazione del materiale – i cosiddetti banconi – ed un sistema di tutele capace di ricollocare gli operai non più idonei al lavoro di cava. Alcune di queste risposte sono state date dalla recente riforma del settore. Ma oggi il regolamento attuativo e il distretto avanzano troppo lentamente. Bisogna accelerare» Così la pensano i due sindacalisti , Renato Beber e - Giuliano Montibeller, che per la Fillea Cgil seguono il settore del porfido. «Il regolamento attuativo, per esempio, - proseguono i due sindacalisti - doveva essere predisposto entro sei mesi dall'approvazione della legge di riforma, ma da allora è passato un anno e il regolamento ancora non c'è. Anche sul progetto del distretto si scontano ritardi, sebbene i problemi che fin qui ne hanno frenato la nascita, sembrino in via di risoluzione». Beber e Montibeller ricordano che la legge aveva lo scopo prioritario di limitare la frammentazione delle imprese che, in diverse fasi, gestiscono la lavorazione del porfido oltreché rendere meno impattate per l'ambiente l'attività di cava, anche attraverso l'istituzione di una tassa per il ripristino. «Perché questi obiettivi vengano concretamente raggiunti – spiegano i sindacalisti della Fillea Cgil – è urgente l'emanazione del regolamento attuativo. Il distretto poi potrà funzionare non solo per qualificare la produzione trentina ma anche e soprattutto come strumento per diffondere nelle imprese le migliori tecnologie utili a mitigare la fatica di un lavoro tanto usurante». 17 ottobre 2007

 

 

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