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Consultazione welfare. Grasselli (Fiom Cgil): “Anche in Trentino le grandi fabbriche sono per il No”

Alla Whirlpool, alla Mahle, alle Dana di Arco e Rovereto prevalgono i contrari all'accordo sul welfare. Grasselli: “E' il segnale di un malcontento diffuso tra gli operai. Il governo deve ascoltarli”.

«Negli stabilimenti industriali più grandi prevale il “No” all'accordo sul welfare. Il dato è incontestabile e va tenuto in debito conto. In Trentino, come nel resto d'Italia i metalmeccanici, nelle realtà più significative, bocciano il Governo e chiedono una radicale modifica dell'accordo». Roberto Grasselli, segretario della Fiom Cgil del Trentino, commenta così l'esito, ancora ufficioso, del voto nelle aziende metalmeccaniche in provincia. Alla Whirlpool di Spini di Gardolo, negli stabilimenti Dana di Arco e Rovereto, alla Mahle di Gardolo e alla Pama di Rovereto le urne hanno infatti visto prevalere i contrari. «E' il segno tangibile di un malessere diffuso in tutte le fabbriche italiane. Il governo non può fare finta di nulla. Servono infatti misure più dure contro la precarietà e un sostegno vero a politiche redistributive a favore dei ceti più poveri e del mondo del lavoro. L'accordo quindi va rivisto nella sostanza perché non è possibile che le grandi aziende continuino a fare lauti profitti sulla pelle di milioni di operai che invece faticano ad arrivare alla fine del mese con i loro magri guadagni. Da questo punto di vista l'Italia vive un'emergenza che le forze politiche non riescono neppure a percepire. Qui sta la crisi della politica, non solo nello sperpero delle risorse pubbliche. Il governo Prodi deve ascoltare la voce delle operaie e degli operai». 10 ottobre 2007

 

 

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