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Organici scuola. Bertoldi (Flc Cgil): “Graduatorie chiuse, scuole di periferia penalizzate”

Le scuole faticano a trovare insegnanti supplenti. La Flc chiede un incontro urgente con il presidente Dellai.

Organici scuola. Bertoldi (Flc Cgil): “Graduatorie chiuse, scuole di periferia penalizzate”Esaurite le graduatorie provinciali e quelle d'istituto, le scuole di periferia, nonostante siamo solo all'inizio dell'anno, faticano a trovare insegnati per sostituzioni e supplenze. Lo denuncia Gloria Bertoldi, segretaria della Flc Cgil del Trentino. «È l'effetto della mancata apertura delle graduatorie in provincia. Così, oltre al taglio di ben 74 cattedre, a pochi giorni dall'avvio dell'anno scolastico le scuole di periferia non riescono a trovare docenti per le sostituzioni anche annuali». La Cgil scuola ricorda infatti che, con un provvedimento del ministero dell'Istruzione, questa primavera le graduatorie delle altre regioni sono state riaperte, consentendo a tutti, docenti in via di abilitazione inclusi, la possibilità di iscriversi. Nelle intenzioni del ministro Fioroni, si trattava dell'ultima apertura delle graduatorie prima della riforma complessiva del sistema di reclutamento. Ma in Trentino la Provincia aveva deciso di non aprirle e, così dopo le immissioni in ruolo di quest'estate, almeno 50 classi di insegnamento sono rimaste esaurite. «Infatti è successo – spiega Bertoldi – che molti docenti precari abbiano abbandonato le graduatorie provinciali per iscriversi a quelle di altre regioni. Ma così, per una regola imposta dall'assessorato che impedisce l'iscrizione in regioni diverse, sono state prosciugate anche le graduatorie dei singoli istituti. Tutto ciò ha messo in grave difficoltà soprattutto le scuole delle valli. Ora a questi istituti tocca cercare, autonomamente e fuori dalle graduatorie, supplenti anche tra i laureati privi di abilitazione». Bertoldi ricorda che anche nel sostegno c'è stato una taglio di cattedre. «Ci sono giunte segnalazioni – conferma la sindacalista – di difficoltà nel coprire le ore di sostegno a favore degli alunni disabili. In questo caso sono le scuole delle città a soffrire di più. Ci era stato assicurato che la Provincia avrebbe coperto i bisogni educativi speciali. L'assessorato ha diminuito il numero di insegnanti di sostegno, aumentando gli assistenti educatori. Ma intanto gli alunni con bisogni educativi speciali sono passati da 1.447 a 1.794». «Sulla questione degli organici – conclude Bertoldi – torniamo a chiedere con urgenza un incontro con il presidente Dellai. Bisogna verificare infatti se i dati della Provincia confermano le nostre preoccupazioni e, se necessario, varare misure immediate. La scuola pubblica trentina, soprattutto quella delle periferie, è un bene primario e non può essere in alcun modo penalizzata». 29 settembre 2007

 

 

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