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Incidente Borghetto. Sboner (Filt Cgil): “Priorità alla sicurezza”

Per la Filt Cgil servono maggiori investimenti da parte delle aziende di trasporto.

Incidente Borghetto. Sboner (Filt Cgil): “Priorità alla sicurezza” A sette mesi di distanza dalla tragedia ferroviaria di Borghetto nella quale persero la vita due macchinisti veronesi, Walter Mazzi e Giancarlo Maschi, la Procura di Rovereto sta per archiviare il caso. Dalle analisi tecniche risulterebbe che i due macchinisti non avevano attivato i sistemi di sicurezza, in primo luogo la ripetizione dei segnali in cabina. La responsabilità del disastro, che aveva fatto temere anche un danno ambientale a causa della presunta diffusione di sostanze tossiche trasportate dal convoglio, ricadrebbe quindi totalmente sulle spalle di Mazzi e Maschi. Nel febbraio scorso, le famiglie dei due macchinisti avevano ricevuto un risarcimento dopo un accordo con Trenitalia. Per Paolo Sboner, sindacalista della Filt Cgil, anche gli ultimi sviluppi della vicenda giudiziaria provano l'urgenza di investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. «Di fatto – spiega Sboner – la responsabilità di viaggiare in piena sicurezza è delegata prima di tutto ai macchinisti. Nel chiedere l'archiviazione la Procura di Rovereto indirettamente ribadisce questo concetto. Ancora una volta si dimostra che i macchinisti pagano in prima persona la carenza di sistemi di sicurezza vincolanti. Questa consapevolezza deve farsi largo tra tutti i lavoratori delle ferrovie affinché siano capaci, supportati dal sindacato, di fare fronte comune per raggiungere migliori standard di sicurezza per sé e per tutti gli utenti». Sboner chiede però più coerenza anche a Trenitalia e alle altre compagnie di trasporto. «Bisogna dare priorità alla sicurezza sempre – sostiene il sindacalista – e non solo dopo un grave incidente. Per questo non si possono chiedere ore di straordinario ai macchinisti e poi pretendere che viaggiano in totale sicurezza. La stanchezza è spesso una della cause degli incidenti». Ma non è solo sul rispetto dell'orario di lavoro e sulla dotazione degli organici che è necessario intervenire per garantire la piena sicurezza del traffico ferroviario. «Le aziende di trasporto – continua Sboner – devono garantire investimenti certi e tempi rapidi per attrezzare i propri mezzi al fine di sfruttare appieno le dotazioni tecnologiche. La linea del Brennero è tra le più sicure avendo a disposizione sia il sistema di controllo marcia treno per il rispetto della velocità consentita (Scmt) e la ripetizione dei segnali di distanziamento, in via di realizzazione anche nel settore tra Egna e Trento. Solo una minima parte dei locomotori che percorrono la linea sono dotati delle tecnologie indispensabili a dialogare con i sistemi di controllo a terra. Il treno che si è schiantato a Borghetto era privo del sistema Scmt». «C'è poi – conclude Sboner - la questione delle linee regionali. La Valsugana, per esempio, non ha strumenti tecnologici di controllo a terra e la sicurezza è garantita dalla professionalità del personale». 19 luglio 2007

 

 

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