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I macchinisti incrociano le braccia. Treni fermi in tutta Italia.

I sindacati confermano sciopero di 24 ore dalle 21 di domani e la manifestazione nazionale del 22 giugno 2007

I macchinisti incrociano le braccia. Treni fermi in tutta Italia.Le organizzazioni sindacali Filt/Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti, Fast Ferrovie, Ugl e Orsa Ferrovie confermano lo sciopero nazionale di 24 ore delle attività ferroviarie. Il personale addetto alla circolazione dei treni si fermerà dalle ore 21, di domani alla stessa ora del giorno successivo. I ferrovieri non addetti alla circolazione dei treni sciopereranno, invece, per l'intera giornata di venerdì 22 giugno. Nella mattinata di venerdì si terrà, inoltre, una manifestazione nazionale dei ferrovieri a Roma con concentramento alle 10.00 in Piazza della Croce Rossa che si svolgerà in parte davanti al Ministero dei Trasporti e in parte di fronte al Ministero delle Infrastrutture. La protesta è stata indetta per: 1. evitare lo smantellamento del sistema ferroviario italiano; una politica dei trasporti che incentivi il trasporto ferroviario, salvaguardi l’ambiente e prevenga le stragi degli incidenti stradali; 2. esigere regole comuni per governare la liberalizzazione del settore che garantiscano il rispetto di idonei standards di sicurezza; 3. l’applicazione di un unico contratto di lavoro per tutte le aziende del settore che garantisca regole di lavoro comuni ed il rispetto delle necessarie norme di sicurezza a tutela dei viaggiatori e dei lavoratori del settore; 4. ottenere il rinnovo del contratto di lavoro scaduto il 31 dicembre 2006 e la salvaguardia del potere d’acquisto degli stipendi; scongiurare il ridimensionamento del Gruppo FS. La protesta è stata indetta contro il rischio di una liberalizzazione senza regole e contro l’attacco ai livelli occupazionali e al reddito dei ferrovieri e dei lavoratori dell’indotto. Le ragioni dello sciopero e della manifestazione nazionale sono ulteriormente rafforzate dopo le dichiarazioni del ministro Padoa Schioppa relative, tra l’altro, al taglio di 10.000 posti di lavoro solo nel Gruppo FS e altrettanti nell’indotto (appalti, manutenzione, ecc.). La segreteria provinciale della Filt Cgil ritiene necessarie nuove assunzioni per ovviare al continuo ridimensionamento del servizio che determina la soppressione di treni sia merci sia viaggiatori soprattutto a carattere locale nonché un inefficiente servizio di biglietteria per l’utenza. Da troppo tempo l’effettuazione del servizio treni viaggiatori del trasporto locale è garantito solo dal giornaliero lavoro in straordinario dei macchinisti e dei capotreni, in violazione delle norme contrattuali e del personale d’officina e manovra con conseguente degrado degli standard di sicurezza. Anche il servizio di biglietteria della Stazione di Trento è garantito solo dalle prestazioni straordinarie svolte dai lavoratori durante il loro giorno di riposo. La crisi profonda del Gruppo FS ha gravi ricadute anche su tutti i restanti settori che operano sul territorio Trentino ed è ben visibile a chi normalmente utilizza il treno. I disservizi ai quali è sottoposta l’utenza in Trentino non è certo imputabile ai lavoratori bensì a precise scelte aziendali di immobilismo finalizzate solo al ridimensionamento ed a continue economie in un quadro complessivo di assenza di progetti di sviluppo. 21 giugno 2007

 

 

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