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Dove vanno a finire i soldi di chi non dà indicazioni per l'8‰

Lo Spi Cgil del Trentino propone che queste risorse siano utilizzate a fini sociali

Dove vanno a finire i soldi di chi non dà indicazioni per l'8‰l paese sta attraversando una profonda crisi economica e sociale, che potrebbe determinare un ulteriore allargamento della forbice della redistribuzione del reddito. Le politiche a favore delle persone anziane sono in costante diminuzione e si riscontrano fortissime resistenze nel reperire le risorse necessarie per fronteggiare le giuste rivendicazioni dei pensionati che da anni attendono un miglioramento delle loro condizioni di vita. La politica attuata dal governo ha accentuato le divisioni del paese, premiando in modo sfacciato le rendite finanziarie e le fasce benestanti della società italiana. I dati sulla povertà mettono in evidenza il fenomeno di un impoverimento generale che coinvolge oltre due milioni di famiglie. Riteniamo che per uscire da questa fase economica, occorra investire nelle politiche dell’innovazione e della ricerca, ma anche in quelle a carattere sociale come presupposto fondamentale per far ripartire lo sviluppo e la crescita del paese. Pensiamo, altresì, che il fondo della non-autosufficienza (che il governo non intende realizzare) poteva essere istituito trasferendo le risorse destinate alla recente, scandalosa manovra fiscale che ha premiato solo la gente ricca di questo paese. Il governo continua a dichiarare che mancano le risorse per il fondo, mentre aumenta l’evasione e l’elusione fiscale. Il sindacato dei pensionati Spi Cgil del Trentino propone che una parte delle risorse possano essere immediatamente recuperate a favore delle politiche sociali, attraverso una diversa regolamentazione dell’8 per mille, al momento della dichiarazione dei redditi. Andiamo per ordine. Attualmente i fondi ripartiti nel 2004 dal Ministero dell’Economia, (su dati dell’anno 2000) sono di €. 897.077.445 ripartiti tra lo stato e le varie confessioni religiose presenti nella nostra comunità. La parte del leone la fa la Chiesa cattolica che incassa ben 782.700.072 euro contro i 100.181.859 euro dello stato. Nel 2004 però, la maggioranza degli italiani pari al 60,38%, non ha dato nessuna indicazione. Molti pensano che in assenza di una scelta esplicita l’intera massa di denaro non sarà per nulla distribuita. Ma questo è falso! Oppure che non scegliendo andrà allo stato. Falso, perchè chi non sceglie, si vede ripartito il suo 8 per mille sulla base delle opzioni di chi ha scelto, incrementando così le risorse a favore della Chiesa cattolica. Ultimamente qualcuno ha avanzato un'interpellanza parlamentare per verificare se con l’8 per mille la Chiesa cattolica abbia finanziato la campagna anti-referendaria sulla procreazione assistita. Tutti ci auguriamo che ciò non corrisponda alla verità. Le persone che scelgono sono il 39,62 per cento dei contribuenti italiani; cinque anni fa erano il 45,49 per cento e questo dato, come si evince, è destinato ad assottigliarsi ogni anno. Dunque la parte che non sceglie sta progressivamente aumentando e pertanto ci si interroga su come dare una diversa destinazione a queste ingenti risorse. Noi proponiamo che vadano a favore di politiche sociali e per il fondo della non auto sufficienza. Noi pensiamo che la libertà di scelta sia fondamentale, ma chiediamo anche che la quota di chi non sceglie non sia ripartita e sia invece incamerata dallo stato con una destinazione precisa, quella delle politiche sociali e della non autosufficienza. Lo stato, ricordiamo, spende molti soldi, il 44,64 per cento del totale, per la conservazione di beni culturali non suoi, ma della Chiesa, la quale spende solo il 9 per cento della propria dotazione. La Chiesa, quindi, con gli attuali meccanismi è estremamente garantita. Pertanto, le risorse dei cittadini che non danno alcuna indicazione sarebbero da destinare a scopi di solidarietà sociale, finalizzati ad aiutare la gente che si trova in difficoltà. Riteniamo che questa sia la strada più giusta per guadagnarsi quella fetta di paradiso che da solo l’otto per mille non può garantire.

 

 

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