NEWS

Valman, ultima offerta.

Ieri a Mezzolombardo l’ok dell’azienda a chiedere la cassa integrazione straordinaria. Circa 250 mila euro da dividere fra i 38 dipendenti.

Valman, ultima offerta.Oggi alle ore 14, i lavoratori della Valman di Mezzolombardo sono convocati in assemblea per valutare l'ultima offerta avanzata dalla azienda per l'incentivo all'esodo. Sul piatto della bilancia sono stati messi circa 250.000 euro da dividersi per 38 lavoratori, quindi circa 6.500 euro a testa (lordi). Con l'accettazione della domanda l'azienda si impegna a portare avanti la richiesta della cassa integrazione guadagno straordinaria, quindi un anno in più di ammortizzatore sociale. In cambio i sindacati si sono impegnati ad anticipare le ferie programmate nel mese di agosto, scelta che grosso modo fa risparmiare 50.000 euro alla Valman. La giornata di ieri è stata campale. I lavoratori verso le 9 si sono radunati allo stabilimento di Mezzocorona, dove era in programma l'incontro fra la proprietà ed i sindacati. Bandiere, fischietti, macchine addobbate hanno fatto da contorno ad una situazione emotiva delicata, nella quale le esperienze dei singoli erano lo spunto per diverse storie. C'era chi dopo 30 anni di lavoro si vede oggi costretto a rimettersi in gioco, facendo i classici colloqui con il tanto odioso «le faremo sapere» finale. C'erano tante donne che hanno dedicato un'intera vita al lavoro, sacrificando il tempo libero per il bene della propria famiglia. C'erano diversi lavoratori stranieri, che in assenza di un contratto di lavoro vengono equiparati, grazie alla legge Fini-Bossi, a merce scaduta da spedire al mittente. «Ma adesso che sarà di me e della mia famiglia? Verremo espulsi?» domandava un marocchino al consigliere provinciale di Rifondazione comunista Agostino Catalano. «Qui dentro manca - ha dichiarato Catalano - ed è mancato un piano industriale serio. Chi ha investito negli anni scorsi oggi riesce ad andare avanti chi invece non ha fatto niente paga. Anzi a pagare sono solo ed unicamente i lavoratori. Abbiamo un assessore all'industria che quando evidenzio il momento di crisi si permette di fare il gesto delle corna per scongiurare l'ipotesi. È cosi che si affronta la situazione?». Catalano ha invitato poi il Comune di Mezzolombardo ad evitare speculazioni edilizie sull'area dello stabilimento: «Da quello che mi risulta possono essere metri per il commercio al dettaglio e all'ingrosso. Evitiamo speculazioni edilizie sulle pelle dei lavoratori». Presenti anche il consigliere della Margherita di Mezzolombardo, Giorgio Polo e Gino Pomella delle Acli.. Nella Provincia, con l'intervento pubblico fra i più alti, il palco comincia a scricchiolare e quindi dall'agenda politica dovrebbero uscire le toto nomine dei vari consigli d'amministrazione e le toto candidature in vista delle provinciali per lasciare il proscenio all'esigenza di creare sviluppo senza erogazione di denaro pubblico. Tanto difficile?

 

 

TORNA SU