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Manifestazione a Trento contro i privilegi e per le pensioni.

Lo Spi Cgil sfila per le vie della città. Dorigatti: "Vogliamo il fondo per la non autosufficienza".

Manifestazione a Trento contro i privilegi e per le pensioni.Erano almeno 400 stamane i pensionati di Cgil, Cisl e Uil che hanno sfilato per Trento per protestare contro il calo del potere d'acquisto delle pensioni e contro il privilegi dei politici. Fnp Cisl e Uilp Uil hanno raggiunto la Regione in macchina, mentro lo Spi Cgil sfilava per le vie del centro storico. Un'asino che reclamva un vitalizio assicurato ha aperto il corteo della Cgil mentre alcuni pensionati si sono messi in giacca e cravatta ma anche in mutande per dimostrare la dignità di chi in Italia è costretto a vivere con pensioni sempre più miseri. La media dell'assegno previdenziale infatti supera a mala pena i 700 euro mensili. Cgil Cisl e Uil chiedono al Governo nazionale di aumentare le pensioni minime, non toccare i coefficienti di rivalutazione, garantire il potere d'acquisto dei loro redditi e l'abolizione dello scalone introdotto dall'allora ministro Maroni, con il quale dal 1° gennaio 2008 sarà possibile andare in pensione solo con 35 anni di anzianità e 60 anni d'età. Cgil, Cisl e Uil hanno voluto quindi protestare contro i privilegi dei politici cui sono garantiti vitalizi faraonici. "Noi - ha detto Bruno Dorigatti - continuiamo a credere nella politica e ci fa paura l'ondata di qualunquismo che percorre l'Italia. Ma i politici devono fare subito qualcosa abolendo i loro privilegi." I pensionati avanzano richieste alla giunta provinciale anche sul tema della non autosufficienza. Dopo le promesse di inizio legislatura, infatti non è stato ancora attivato il fondo per la non autosufficienza. Cgil, Cisl e Uil chiedono più coraggio alla giunta anche perché su 11mila non autosufficienti in Trentino, solo 9.300 ricevono un assegno di accompagnamento. In tarda mattinata una delegazione dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil ha incontrato al palazzo della Provincia l'assessore alle politiche sociali Marta Dalmaso che ha ammesso il ritardo della giunta nell'attuare il fondo.

 

 

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