NEWS

Trentino trasporti. Beccati (Filt Cgil): “Ceola bocciato”.

Il sindacato polemico sui costi al chilometro e sul bilancio. Beccati: “Se i costi fossero quelli di ieri, in un mese 20 milioni di risparmio. Intanto altre aziende fanno utili”.

Trentino trasporti. Beccati (Filt Cgil): “Ceola bocciato”.«Considerato che siamo nel periodo delle pagelle, anche il sindacato vuole dare un voto al presidente Ceola: 4- per la gestione aziendale, 3 per le relazioni sindacali, 8 + per la sfacciataggine e la sfrontatezza con cui maneggia i dati sui costi. Insomma per noi Ceola dovrebbe essere bocciato». Antonio Beccati, segretario della Filt Cgil, affonda il suo attacco contro la gestione del presidente Ceola, dopo la presentazione dei risultati dell'indagine di custumer satisfaction sugli utenti della Trentino Trasporti. «E' già significativo – denuncia Beccati, che due terzi degli intervistati abbiano ammesso di non utilizzare il servizio di trasporto pubblico. Ma quello che più ci sconvolge è che tutti gli esperti di statistica sanno che con il metodo delle interviste telefoniche il voto di gradimento si attesta mediamente intorno al 7. Si tratta della teoria dell'Action Standard. Per rilevare un soddisfacente gradimento da parte dell'utenza bisognerebbe quindi arrivare intorno all'8. Insomma, quella dei vertici di Trentino Trasporti è solo una operazione di marketing, per riabilitarsi dopo l'accertamento di un buco di bilancio intorno ai 4 milioni di euro». Beccati puntualizza anche la questione dei costi. «Il presidente Ceola ciurla nel manico. Il 12 aprile scorso all'Adige dichiarava un costo al chilometro di 3 euro, oggi scende a 2,2 euro. Se così fosse Ceola sarebbe riuscito in un'impresa davvero miracolosa: in un solo mese avrebbe fatto risparmiare ben 20 milioni di euro al bilancio annuo dell'azienda». Secondo la Filt Cgil, per confrontare correttamente i costi d'esercizio, bisognerebbe mettere in conto anche gli investimenti. Per esempio, l'età media di un autobus dell'ATM di Milano si attesta sui 5,3 anni, mentre in Trentino Trasporti siamo intorno agli 8. Ciò significa che a Milano i costi sono più alti anche perché evidentemente si investe di più nel rinnovamento del parco circolante. «Più in generale – continua Beccati - sui costi non si deve scherzare perché Trentino Trasporti è un'azienda pubblica finanziata per la stragrande maggioranza dai soldi dei cittadini. E l'unica certezza è che quest'anno l'azienda di via Innsbruck ha chiuso con un pesante passivo per coprire il quale la Provincia e i contribuenti trentini, in un modo e nell'altro, dovranno di nuovo aprire il portafogli. Meno male che il mese scorso Ceola aveva dichiarato che non sarebbe stato necessario l'intervento di mamma PAT». Per la Filt Cgil l'idea che un'azienda di trasporto pubblico debba chiudere necessariamente in passivo è smentita dai fatti. «Capiamoci» inizia Beccati. «Le aziende presentano un bilancio preventivo e su questo chiedono i contributi pubblici. Chi sfora i costi e sbaglia gli investimenti, va in passivo. E' questo quello che è accaduto alla Trentino Trasporti. Ma in altre realtà non è così. L'ATM di Milano dal 1998 al 2006 ha prodotto utili per 70 milioni di euro. L'ATC di Bologna chiude l'esercizio 2007 in attivo. Transved a Genova riduce le perdite dai 23 milioni di euro del 2005, ai 4 milioni del 2006 e punta decisa verso il pareggio di bilancio. Insomma, la condizione di Trentino Trasporti assomiglia di più ad un'eccezione che non alla regola». 25 maggio 2007

 

 

TORNA SU