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Scuole private. Bertoldi (Flc Cgil): “Costi diversi per servizi diversi”.

La Cgil contesta le dichiarazioni di don Giacometti secondo cui grazie alle scuole paritarie la Provincia risparmia.

Scuole private. Bertoldi (Flc Cgil): “Costi diversi per servizi diversi”.Dichiarazioni di Gloria Bertoldi, segretaria della Flc Cgil del Trentino «Il rettore dell'Arcivescovile Giacometti, non contento di aver ricevuto l'annuale e consistente obolo provinciale in base alla legge 29 del 1990, riconferma quanto più volte da lui affermato rispetto ad un presunto risparmio dell'ente pubblico derivante dal finanziamento alle scuole private. Ma c'è già stato chi ha sostenuto addirittura che la scuola privata sarebbe più conveniente di quella pubblica. La protervia di tali affermazioni è pari alla loro imprecisione in quanto vengono espresse sulla base di ragionamenti che, nei fatti, non corrispondono alla realtà e che sono stati da tempo confutati. Per avvalorare la loro tesi, i sostenitori della convenienza delle private richiamano il dato del costo per alunno utilizzandolo però in termini assoluti e senza contestualizzarlo. Per questo è privo di significato. Infatti, la scuola pubblica deve farsi carico di offrire il servizio di istruzione a tutti, anche in quei territori periferici che non sono appetibili per nessun gestore privato. Il pubblico, invece, lo deve fare per una questione di uguaglianza delle opportunità a cui non può derogare. E' chiaro per tutti (meno per il rettore dell'Arcivescovile e pochi altri, evidentemente) che l'apertura di una scuola sottodimensionata per pochi alunni dei molti paesi di montagna del Trentino aumenta il famoso costo medio rendendolo, però, contemporaneamente un dato non comparabile con quello delle comode scuole private dei centri maggiori (con un'eccezione della scuola media del Primiero). Non solo, anche la tipologia di istruzione determina costi diversificati. Un liceo ha esigenze diverse rispetto, ad esempio, ad un istituto d'arte o ad un istituto tecnico industriale. Ad una semplice lettura dell'offerta di istruzione privata in provincia chiunque potrà verificare come le tipologie di istruzione proposte dalle private non sono tra quelle più costose in termini di strumentazione e materiali necessari. Ne deriva che l'eventuale rapporto di costi dovrebbe essere fatto su dati disaggregati ed omogenei e avremmo delle sorprese rispetto a quanto affermato. L'equiparazione tra scuole private e scuole pubbliche si scontra quindi con la realtà e anche con il dettato costituzionale. Entrambe sono previste dall'articolo 33, ma mentre una è necessaria ed ha le caratteristiche di universalità ben note, l'altra è possibile ed è caratterizzata da un'offerta limitata ad una particolare utenza per la quale “non può dedursi l'obbligo della Repubblica di assumersi gli oneri eventualmente necessari” (Sentenza n. 36/1982, Ordinanza n668/1988)». 23 maggio 2007

 

 

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