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I pensionati contro l'accorpamento delle leggi sul welfare.

Critici con l'assessore Dalmaso, i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil. "La concertazione vale meno delle convenienze politiche."

I pensionati contro l'accorpamento delle leggi sul welfare.Con stupore e amarezza abbiamo appreso dalla stampa locale che sulla riforma del welfare proposta dall’assessore Dalmaso è stata raggiunta un’intesa con i proponenti di altri disegni di legge (Viola e Morandini). Stupore poiché, se l’accordo è finalizzato alla ricerca di un maggiore consenso dentro il Consiglio provinciale è un elemento positivo, ma avendo raggiunto un preliminare di accordo con le organizzazioni sindacali, sia Confederali, sia dei pensionati correttezza voleva che il nuovo testo fosse preventivamente posto a conoscenza di quelle parti che in questi mesi hanno lavorato duramente per apportare i necessari aggiustamenti, al fine di rendere il testo di legge condivisibile con un profilo politico nel quale l’Ente pubblico mantiene la sua prerogativa di programmazione e direzione delle politiche sociali. Amarezza perché ancora una volta la politica di concertazione è considerata una variabile dipendente dalle convenienze politiche: nemmeno gli accordi sottoscritti in materia di concertazione con la Giunta e i giuramenti assunti durante i lavori di costruzione del testo hanno retto. L’assessore Dalmaso ha preferito accontentare quei gruppi organizzati di interesse privato che in questi mesi hanno messo in campo le pressioni necessarie per cambiare l’impostazione della riforma. I grandi temi dell’invecchiamento, della non autosufficienza, delle politiche assistenziali e di promozione di un welfare per i giovani, senza il consenso delle organizzazioni sindacali non avranno quel respiro necessario per il funzionamento di un sistema moderno di protezioni sociali in Trentino. Siamo, altresì, fortemente preoccupati perché oltre alla scorrettezza procedurale da parte dell’Assessore che si è dimostrato inaffidabile, siamo in presenza di un disegno di legge che muta la sua natura e, modificando la partecipazione dei soggetti sociali presenti sul territorio, riduce i diritti universali dei cittadini e dei lavoratori. Noi confermiamo la centralità della programmazione pubblica che deve svolgere un ruolo di stimolo, di regia e di controllo delle politiche di welfare, per favorire lo sviluppo della rete dei servizi nella nostra comunità e garantire per questa strada efficacia ed efficienza. Queste politiche non possiamo cederle alla gestione degli enti privati o alle nuove comunità di valle senza un quadro di riferimento e di controllo da parte della Giunta provinciale, se vogliamo rispondere in modo adeguato ai bisogni dei cittadini. Infine, vogliamo sapere che fine ha fatto l’ipotesi di protocollo di intesa che le organizzazioni sindacali dei pensionati hanno trasmesso all’Assessore Dalmaso. Purtroppo, anche a fronte di una lettera di sollecito sono passati mesi, senza ricevere un cenno di risposta. Questa non si chiama concertazione, ma “maleducazione politica.” I sindacati dei pensionati in modo diligente e propositivo ha impostato delle richieste per migliorare le prestazioni sociali per gli anziani e i pensionati. L’intesa doveva essere il proseguimento di un processo di concertazione che affrontasse i problemi dei servizi dell’assistenza e della promozione sociale. Noi riteniamo che questo modo di procedere non sia più tollerabile e pertanto qualora non vi sia un radicale e rapido ripensamento procedendo alla convocazione di un incontro chiarificatore, metteremo in atto tutte le iniziative più opportune per riportare l’assessorato su un binario sia di correttezza istituzionale, sia di contenuto per una innovativa riforma del welfare per il Trentino. Le segreterie provinciali SPI CGIL – FNP CISL – UILP UIL G. Rosi - G. Zambelli - C. Lucchini 22 maggio 2007

 

 

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