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Contratto scuola. Bertoldi (Flc Cgil): “La Provincia mena il can per l'aia ”.

Il contratto è scaduto il 31 dicembre 2005. Non si vuole discutere della parte normativa, mentre il personale della scuola trentina chiede il riconoscimento del proprio lavoro.

Contratto scuola. Bertoldi (Flc Cgil): “La Provincia mena il can per l'aia ”.Mentre si profila all'orizzonte lo sciopero nazionale della scuola, annunciato per il 4 giugno prossimo, anche a livello locale le cose non procedono positivamente. Si sta infatti arenando il confronto per il rinnovo del contratto di lavoro provinciale. Lo denuncia la Flc Cgil che in una nota accusa Provincia e Apran di trascinare stancamente la trattativa dimostrando così di non voler giungere ad una soluzione positiva. «Il contratto è scaduto da ben 17 mesi» ricorda Gloria Bertoldi, segretaria della Flc Cgil scuola. «I fatti – continua la sindacalista – provano che l'Apran sta menando il can per l'aia e non ha alcuna intenzione di portare a compimento la trattativa». Bertoldi rammenta che dopo i primissimi contatti tra Provincia e sindacati e nonostante i ripetuti solleciti dei confederali, la discussione sul rinnovo del contratto del personale docente della scuola a carattere si è bloccata. «L'Apran – accusa Bertoldi – non ha più convocato le parti». Ma sul tappeto c'è anche il rinnovo per le lavoratrici e i lavoratori tecnici e amministrativi di tutto il settore, per il personale delle professionali e delle scuole dell'infanzia. «Su tutte queste partite – spiega Bertoldi – si va a rilento, come se non si volesse arrivare mai al dunque. Nel frattempo tutto i dipendenti della scuola provinciale pretendono risposte. Chiedono in particolare un riconoscimento del faticoso lavoro quotidiano che non si traduca esclusivamente nell'innalzamento dei trattamenti economici». E' forse questa la questione che rallenta la trattativa. La Provincia sarebbe disponibile a chiudere il confronto sulla parte economica, mentre i sindacati chiedono di armonizzare gli istituti giuridici che normano il lavoro per gli istituti di diverso ordine e grado. «In pratica – spiega Bertoldi – sopravvivono ancora oggi diversi contratti di lavoro che creano disparità inaccettabili tra i lavoratori che convivono fianco a fianco. Ciò vale anche per diritti basilari come la malattia, la maternità, i permessi. Va colmato il divario retributivo e normativo tra il personale degli istituti professionali e quello della scuola a carattere statale. Inoltre abbiamo chiesto all'Apran di ridurre le differenze di trattamento tra personale precario e quello a tempo indeterminato». Oltre alla copertura finanziaria dell'omogeneizzazione dei contratti, per la parte economica i sindacati chiedono aumenti del 4,4% da applicare sia sullo stipendio base che sul salario accessorio. «Stiamo sprecando tempo inutilmente» chiude Bertoldi. «Il presidente Dellai dia all'Apran il preciso mandato di tornare al tavolo delle trattative con una proposta complessiva. Poi il confronto riprenda a tappe forzate». 10 maggio 2007

 

 

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