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Infanzia. Bertoldi (Flc Cgil): “Vergognoso scaricabarile”.

Va rivisto il ruolo delle equiparate. La Flc Cgil propone la nascita di istituti autonomi.

Infanzia. Bertoldi (Flc Cgil): “Vergognoso scaricabarile”.La Cgil non ci sta e dopo la notizia secondo cui l'assessore all'istruzione Tiziano Salvaterra avrebbe già messo nel cassetto la proposta di una legge organica sui servizi all'infanzia, richiama l'assessore al rispetto degli impegni assunti con le parti sociali. «La concertazione – scrive in una nota Gloria Bertoldi della Flc Cgil scuola - è irrinunciabile tanto più in un materia essenziale per il welfare e il sistema educativo trentino come i servizi all'infanzia. Eppure Salvaterra lancia il sasso per poi nascondere la mano. Anzi gioca ad un vergognoso scaricabarile che non rende onore alla carica che ricopre». Bertoldi ricorda che Salvaterra si era assunto l'impegno di riformare i servizi all'infanzia di fronte alla protesta degli insegnati per l'introduzione di un super anticipo nelle iscrizioni alle materne. A fine febbraio lo stesso assessore aveva insediato un tavolo tecnico con le parti sociali per la definizione del percorso di riforma. «Oggi di fatto - accusa la sindacalista - quel tavolo viene licenziato a mezzo stampa affossando contestualmente l'ipotesi di una revisione legislativa che puntava a restituire organicità al sistema zero-sei. E la colpa di chi sarebbe? Non del ritardo con cui si muove la Giunta, ma del capogruppo Ds, reo di non essersi sottomesso ai voleri dell'assessore». Bertoli non si limita solo a muovere queste accuse. «Ci sentiamo traditi. Con noi l'assessore si diceva aperto a confrontare le diverse posizioni ed individuare proposte da sottoporre alla giunta. Lo fece addirittura scrivere nel verbale della prima riunione del tavolo tecnico lo scorso 28 febbraio. Ora invece veniamo a sapere che aveva nel cassetto un suo articolato che pretendeva di inserire all'interno della proposta di legge dei Ds. Bene quindi ha fatto il consigliere Pinter a ricordare all'assessore la necessità di una concertazione alta e feconda con le organizzazioni sindacali. La giunta provinciale sembra considerare i sindacati dei semplici burattini da muovere a proprio piacimento. Gli assessori dimostrino una volta per tutte di saper discutere ai tavoli di confronto con la necessaria lungimiranza e pacatezza per individuare insieme le migliori soluzioni per il Trentino, invece di voler sempre imporre le proprie urgenze tutte politiche». La delusione dei vertici Cgil ha radici profonde e risale all'epoca dell'approvazione della legge di riforma del sistema scolastico provinciale. Allora, con un blitz in consiglio provinciale, venne approvato un ordine del giorno che permetteva alle famiglie di anticipare l'iscrizione alle scuole dell'infanzia dei bambini di 2 anni e mezzo. Cgil e Uil si mobilitarono contro un provvedimento tampone – serviva solo a sgravare gli asili nido dalla crescente mole di richieste di iscrizioni cui il sistema non può ancora dare risposta - che ledeva la qualità del servizio offerto dalle scuole dell'infanzia. Alle porte del palazzo della Provincia, di fronte agli insegnanti in sciopero, il 1 dicembre 2006 l'assessore Salvaterra apriva le porte ad una revisione dell'impianto complessivo del sistema zero-sei, sostenendo che dentro quella legge si sarebbe sanato il vulnus dell'anticipo. Ora si ritorna d'accapo, con un pugno di mosche in mano». Anche nel merito Bertoldi concorda con Pinter. «I temi all'ordine del giorno – spiega la sindacalista Flc Cgil – sono necessariamente anche quelli del rapporto tra scuole pubbliche e scuole equiparate. Se passa il principio che i servizi all'infanzia hanno una vera valenza educativa, significa garantire un'effettiva regia pubblica che garantisca qualità ed efficacia ai nidi e alle scuole d'infanzia. Per questo la Cgil chiede la nascita di istituti autonomi di grado zero-sei, sulla stregua di quelli scolastici, che mettano in rete pubblico e privato. Ma è ovvio che la regia deve passare agli istituti autonomi e il ruolo delle equiparate inevitabilmente si modificherà. E' un passaggio inevitabile se davvero la giunta vuole creare un sistema educativo che guardi all'Europa». 8 maggio 2007

 

 

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