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Arrivano gli infermieri interinali: è bufera

L’Azienda sanitaria apre ai Co.co.co. Ma la Cgil: «Non provateci». Per la prima volta al Santa Chiara alcuni servizi di assistenza saranno esternalizzati o affidati a personale non dipendente. Il sindacato invita Favaretti a rinunciare a questa proposta.

Arrivano gli infermieri interinali: è buferaOltre alle pulizie e sanificazione, i servizi di ristorazione ospedaliera, quelli di accettazione all’ospedale Santa Chiara, l’Azienda sanitaria sembra ora orientata ad appaltare anche interi rami di assistenza o e reclutare personale infermieristico a tempo determinato. Al Santa Chiara arrivano i Co.co.co: lavoratori a progetto, interinali, noleggiati a ore, esternalizzati. E la Cgil funzione pubblica avvisa: «Non provateci neppure perchè faremmo le barricate», tuona Mirko Carotta, segretario generale. Da alcuni mesi l’ufficio personale dell’Azienda sanitaria sta lavorando sul tema della crisi infermieristica, resa più acuta quest’anno dai progetti di potenziamento come neurochirurgia, che da sola occuperà 21 nuovi infermieri. Ma la crescita di organico tenendo conto del fatto che quest’anno sarà ulteriormente sviluppato anche il progetto cure palliative, è di circa cento infermieri. L’Azienda sanitaria, ieri ha fatto sapere ai sindacati che lunedì 7, li informerà sulle nuove modalità di reclutamento del personale infermieristico. E l’annuncio ha già scatenato un finimondo. All’attacco il segretario generale della Cgil funzione pubblica Mirko Carotta. Da una prima reazione di stupore la Cgil è passata, una volta conosciute le intenzioni dell’Azienda sanitaria, all’annuncio che, non accetterà che in Trentino ci siano infermieri di serie A ed infermieri di serie B, dichiarando tra l’altro che «costituiranno un pesante elemento di conflitto». La Cgil contesta la volontà di affidare all’esterno alcune “attività” infermieristiche o, meglio dire, far entrare negli ospedali o sul territorio infermieri non come dipendenti dell’Azienda sanitaria, ma reclutati dalle apposite agenzie di lavoro interinale. «Denunciamo la nostra assoluta contrarietà ed invitiamo l’Azienda sanitaria - ha detto Carotta - a non affrontare nemmeno l’argomento nel corso del confronto di lunedì prossimo. Crediamo sia evidente l’ingovernabilità di una struttura sanitaria dove convivono infermieri dipendenti e infermieri interinali. Non possiamo accettare una logica di lavoratori di serie A e serie B dove ovviamente quelli di serie B sono quelli interinali, precari, senza diritti, senza contratti dignitosi, quindi più flessibili in quanto ricattabili data la loro oggettiva situazione lavorativa, alloggiativa e quindi socialmente complessiva. C’è necessità di inserire ulteriori infermieri? Bene assumiamoli, con concorso pubblico anche perché la scuola ne diploma tanti e non tutti trovano lavoro. Ce ne sono diplomati all’estero. Bene assumiamoli con concorso pubblico anche perché con le nuove regole della Comunità europea è possibile farlo. L’unica cosa da non fare invece - conclude Mirko Carotta - è quella di stabilire il doppio binario di assistenza infermieristica, che appiattisce il personale sui doveri, ma li discrimina su quello dei diritti».

 

 

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