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Gemellaggio Spi-Cgil e i pensionati italiani della Bosnia

Firmato a Sarajevo, alla presenza di molti emigrati trentini, un patto di collaborazione per l'affermazione dei diritti e del valore della pace.

Gemellaggio Spi-Cgil e i pensionati italiani della BosniaNella Sarajevo del 1993, assediata e martirizzata dalle granate e dai cecchini, i cittadini di origine italiana si riunirono per dar vita alla Associazione Italiani di Bosnia-Herzegovina che, per anni, avrebbe cercato di offrire un supporto solidale ai connazionali più in difficoltà. Una realtà ancora oggi molto vivace, che ha visto prendere forma al suo interno diversi circoli, quali il Circolo Trentini di Sarajevo e l’Associazione Pensionati Italiani di Bosnia-Herzegovina. E’ con queste due realtà che si sono incontrati giovedì 26 aprile 2007, nella sede dell’Associazione Italiani di Sarajevo, il Segretario generale dello Spi-Cgil Trentino, Giuliano Rosi e il Segretario organizzativo Bruno Dorigatti, per sottoscrivere un Protocollo di gemellaggio che impegna i protagonisti ad un patto di collaborazione e reciproca assistenza. Il Protocollo, richiamando l’apporto storico e culturale che gli emigranti di origine trentina hanno dato all’interno dell’Associazione dei pensionati italiani, sottolinea il comune impegno per la promozione delle persone pensionate e anziane, nel contesto di un nuovo quadro di riferimento europeo. Con il documento Giuliano Rosi per lo Spi-Cgil del Trentino e Zelino Kapeleti per l’Api-Bh impegnano le rispettive organizzazioni a collaborare per “l’affermazione dei diritti di cittadinanza e del lavoro, per il consolidamento dei valori di pace, solidarietà e democrazia”. Alla breve e intensa cerimonia della firma del Protocollo hanno partecipato poco meno di quaranta pensionati di origine italiana residenti a Sarajevo, la maggior parte trentini, che hanno raccontato ai due segretari dello Spi-Cgil antiche storie di emigrazione e attuali speranze per il miglioramento delle loro condizioni di vita ancora pesantemente segnate dall’eredità della guerra. In molti hanno testimoniato l'importanza della presenza, in questi anni, del sindacato, dell’Associazione Trentini nel mondo e della Provincia di Trento per far fronte alle situazioni di maggior disagio. Presenti alla firma anche Livio Melgari dello Spi-Cgil nazionale e Bruno Palestra, presidente dell’Associazione Italiani di Bosnia-Herzegovina, a testimoniare l’importanza che le strutture nazionali hanno attribuito all’evento. Il gemellaggio dello Spi-Cgil del Trentino con l’Associazione Pensionati Italiani a Sarajevo, città simbolo della convivenza tra diversi, di un multiculturalismo sopravvissuto alla guerra e a quattro anni di assedio, ancora oggi crocevia di molte prospettive internazionali, è infatti un segnale importante per guardare avanti, insieme, ad un mondo più giusto e pacificato. Nei prossimi giorni lo Spi-Cgil chiederà un incontro con il responsabile della Trentini nel Mondo e con l'assessore provinciale competente per illustrare la situazione degli emigrati trentini in Bosnia. E intanto anche a Sarajevo, come a Trento e in ogni città del mondo, tra pochi giorni, è il primo maggio. Sarajevo, 27 aprile 2007

 

 

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