NEWS

Manifattura. Montani (Flai Cgil): “Non si dia per scontata la chiusura”.

La Flai ricorda che non c'è ancora una comunicazione ufficiale da parte di Bat Italia.

Dichiarazioni di Stefano Montani, segretario Flai Cgil. «Da più parti si dà per scontata la chiusura dello stabilimento di Borgo Sacco. L'assessore Benedetti per primo ricorda, ad ogni pie' sospinti, che bisogna evitare ipocrisie e ormai non resta altro da fare che cercare un'attività sostitutiva. Apprezziamo l'impegno, più volte ribadito, della Provincia, a dare continuità produttiva allo stabilimento. Ma ad oggi manca una comunicazione ufficiale sulla reale volontà di Bat Italia. Non sappiamo quindi quali sono le vere motivazioni alla base della presunta decisione di chiudere i battenti. La Provincia deve in primo luogo sollecitare la multinazionale britannica a fare chiarezza e a fornire le motivazioni per cui intenderebbe porre fine alla storica fabbrica di Borgo Sacco. Non si tratta di una semplice questione formale. Le lavoratrici e i lavoratori della Manifattura pretendono di sapere dall'azienda per quali ragioni la loro produzione non sarebbe più concorrenziale rispetto agli altri stabilimenti del gruppo. Solo successivamente, sarà corretto aprire una discussione pubblica e trasparente sul futuro dello stabilimento. Fino ad allora, parlare di attività sostitutiva mortifica la dedizione con cui i dipendenti si sono impegnati in azienda. Più in generale, si parla con eccessiva facilità di attività sostitutiva creando aspettative che troppo spesso vanno deluse. Mi riferisco, tra l'altro, alla vicenda della Stl di Ravina. Anche allora – eravamo nel 2005 – c'era l'impegno di far subentrare un'altra attività imprenditoriale. Ma oltre alla cessione dello stabilimento non c'è stato alcun accordo sindacale per il ricollocamento della manodopera. Ma potrei fare un elenco molto lungo che parte dalla Malerba e dalla Acca6 di Borgo, per arrivare alla Gardafilo di Rovereto e alla Geteca di Rovereto, i cui lavoratori, dopo il trasferimento a Borgo, sono ora in cassa integrazione». 20 aprile 2007

 

 

TORNA SU