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Poste italiane. Miori (Slc Cgil) e Tascino (Slp Cisl): “L'azienda rispetti gli accordi”

Un accordo stabiliva l'assunzione di 65 portalettere a tempo indeterminato. Non sono mai arrivati. Procede il taglio delle zone di recapito. Blocco degli straordinari.

Poste italiane.  Miori (Slc Cgil) e Tascino (Slp Cisl): “L'azienda rispetti gli accordi”Protestano i sindacati dei postali di Cgil e Cisl e chiedono il rispetto dell'accordo sottoscritto nel settembre 2006 in cui l'azienda si impegnava ad assumere un numero complessivo di portalettere a tempo indeterminato pari al 14% della forza lavoro attualmente impiegata. “IN Trentino, come nel resto d'Italia – spiegano Massimo Miori della Slc Cgil e Giovanni Tascino Slp Cisl – il tutto si traduceva in un nuovo portalettere per ogni sette già assunti. I nuovi dipendenti servono a coprire le assenze per malattie e ferie garantendo un organico complessivo capace di offrire un servizio di recapito puntuale e preciso.” Ma le assunzioni non sono mai arrivate. Attualmente in Trentino sono occupati circa 65 dipendenti a tempo determinato. “Il loro numero – dichiara Miori – è attualmente insufficiente perché alcune zone sono rimaste scoperte. Per questo chiediamo almeno un'ottantina di assunzioni stabili, a tempo indeterminato.” I sindacati dei postali, in protesta contro la palese violazione dell'accordo, bloccheranno gli straordinari dal 26 aprile prossimo fino al 23 maggio. Inoltre diffidano Poste Italiane a proseguire nella sostituzione dei portalettere in ferie con gli straordinari del personale in forze. “Con quest'azione – ribadisce Miori – vogliamo premere sull'azienda perché provveda al più presto ad integrare l'organico e quindi ristabilire i termini dell'accordo.” Quell'intesa almeno in parte è stata rispettata. Poste Italiane, infatti, aveva concordato le nuove assunzioni subordinandole alla riorganizzazione delle zone di recapito. “Paradossalmente – conferma Miori – l'azienda è già intervenuta in questo senso, accorpando alcune zone di recapito e di conseguenza aumentando il carico di lavoro dei portalettere. In Trentino sono già state tagliate una quindicina di recapiti sulle 27 zone da accorpare.” In pratica l'azienda taglia i costi ma non reinveste sulla qualità del servizio. A livello locale, Cgil e Cisl chiamano in causa la Provincia. “Chiediamo – affermano Miori e Tascino – un incontro urgente con il Presidente Dellai. Vorremmo fare il punto anche delle ipotesi di provincializzazione del servizio, che di tanto in tanto, riemergono sulla stampa locale. Ad ogni buon conto, la Giunta provinciale deve esercitare una forte pressione verso i vertici aziendali affinché provveda al più presto alle assunzioni promesse.” 17 aprile 2007

 

 

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