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Bilancio TT. Beccati (Filt Cgil): “Passare ai fatti”.

Il sindacato dei trasporti ricorda le battaglie contro gli sperperi. Il presidente Dellai annuncia un incontro. In un anno il cda di via Innsbruck non ha mai convocato i sindacati.

Bilancio TT. Beccati (Filt Cgil): “Passare ai fatti”. "Stupisce che debba intervenire il presidente Dellai in persona per ripristinare le corrette relazioni tra sindacati e Trentino Trasporti. Peccato che mentre in questi ultimi mesi, come facciamo da anni, denunciavamo gli sperperi e le inefficienze dell'azienda, il cda non abbia mai voluto incontrare i sindacati, seppur più volte sollecitato a farlo. Ben venga quindi l'incontro proposto dal presidente, che, se da una parte evidenza tutta la gravità della situazione, dall'altra ci dà finalmente un positivo segnale di attenzione. Ora passiamo ai fatti, in fretta, perché siamo assolutamente in ritardo. La Giunta rischia, come si suol dire, di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati." Antonio Beccati, segretario della Filt Cgil, replica alle parole del presidente della giunta provinciale e annuncia la trasmissione di una lettera per chiedere che il confronto si apra quanto prima, considerato che entro la fine dell'anno si dovrà capire anche come l'azienda affronterà lo scoglio dell'affidamento del servizio di trasporto pubblico in gara europea. "Apprendiamo dalla stampa - dichiara Beccati - che la ricetta della giunta provinciale per salvare Trentino Trasporti passa attraverso la razionalizzazione delle spese, l'esternalizzazione di alcuni servizi, lo sdoppiamento dell'azienda. E' troppo facile ora annunciare tagli ed esternalizzazioni, dopo aver dilapidato un patrimonio di professionalità ed efficienza costruito in tanti anni dentro l'Atesina e la Trento Malè. Prima di tutto, Provincia e Trentino Trasporti devono fare una seria autocritica su come hanno condotto la partita fino ad oggi. Amministratori pubblici e manager aziendali devo assumersi le proprie responsabilità perché a produrre i deficit di bilancio sono stati loro, non i lavoratori né i cittadini. Questi sono invece l'anello anello debole che rischia di vedersi consegnare un conto salatissimo, mentre i vertici di Provincia e azienda rimarranno ben piantati sulle loro poltrone." Per la Filt Cgil bisogna quindi ripartire da una rigorosa analisi dei limiti della gestione. "Vogliamo vederci chiaro - continua Beccati - perché la Provincia, con i soldi dei cittadini, ha investito diversi milioni di euro su servizi che oggi forse dovranno essere esternalizzati. Chi paga per la cattiva amministrazione di tutte quelle risorse?” Beccati fa riferimento alla vicenda Taxibus e al servizio di autonoleggio (“era il fiore all'occhiello di Atesina e Trento Malè”, ricorda il sindacalista) ma anche al reparto officina, che, a detta del presidente Ceola, nella nuova sede di via Innsbruck sarebbe stato capace di attrarre commesse anche dall'esterno, mentre oggi mostra tutti i suoi limiti e le sue inefficienze. “Lo diciamo da tempo – conclude il sindacalista – e oggi, malauguratamente, le nostre profezie si avverano. Ma la politica per prima non ha voluto ascoltarci. Per la Cgil però non è possibile che a pagare siano i lavoratori e i cittadini. Per questo ci diciamo fortemente contrari al taglio del servizio autobus, come ipotizzato anche da qualche organizzazione sindacale, magari penalizzando ancora di più le valli. Non è accettabile partire da qui nell'opera di razionalizzazione. Sono altri i costi da tagliare in prima battuta. Ma soprattutto bisogna cambiare politiche di investimento. Solo tra MITT (il sistema di smart card e controllo satellitare voluto dalla PAT, ndr) e nuova faraonica sede decentrata sono state spese decine di milioni di euro per investimenti che, per usare un eufemismo, si sono rivelati poco produttivi. La sordità e l'ostinazione di Provincia e Tt hanno portato a questa situazione. Eppure noi a loro l'avevamo detto. Non solo non ci hanno ascoltati, ma non hanno mai ritenuto utile sedersi intorno ad un tavolo insieme a noi." 14 aprile 2007

 

 

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