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Scuola. Agli esami di licenzia media vietata la prova sulla seconda lingua.

Lo stabilisce una delibera dell'assessore Salvaterra. Bertoldi: “La Provincia promuove solo a parole la seconda lingua e lede il principio dell'autonomia scolastica.”

Scuola. Agli esami di licenzia media vietata la prova sulla seconda lingua. «Giovedì 5 aprile la Giunta si è riunita per sancire, tra l'altro, la fine della pari dignità tra le due lingue straniere obbligatoriamente insegnate negli istituti secondari inferiori. Con una delibera dell'assessore Salvaterra si stabilisce infatti che le prove scritte dell'esame di licenza media quest'anno non saranno quattro – italiano, matematica e le due lingue straniere – bensì una in meno, in quanto la Provincia ha tagliato la prova sulla seconda lingua straniera, mentre la scelta su quale lingua cimentarsi all'esame è demandata alla famiglia dello studente. Il tutto in barba ai proclami della giunta provinciale che a parole sostiene la necessità dell'insegnamento di due lingue straniere per qualificare i curricula formativi degli alunni trentini. Peccato che nei fatti, con questa delibera, la Provincia smentisca se stessa». Gloria Bertoldi, segretaria della Flc Cgil, critica il recente provvedimento della giunta che con la delibera 722 stabilisce le modalità dell'esame conclusivo del 1° ciclo di istruzione per l'anno scolastico 2006/2007. Oltre al merito del provvedimento, il sindacato della scuola condanna il metodo adottato dall'assessore Salvaterra. «Nel provvedimento infatti – spiega Bertoldi – l'assessore vieta categoricamente "soluzioni organizzative di attuazione delle prove scritte che prevedano lo svolgimento di prove ulteriori anche facoltative di lingua straniera”. Il tono della disposizione è sconcertante e inaccettabile perché lede il principio dell'autonomia degli istituti scolastici. Anche in questo caso la Provincia cade in una palese contraddizione: decanta l'autonomia delle scuole trentine e poi vieta loro anche solo di prevedere una prova facoltativa di lingue. Mentre a livello nazionale il Governo concede alle scuole la possibilità di articolare autonomamente le prove d'esame, il dirigismo di piazza Dante sta toccando livelli inusitati. La delibera va modificata per ristabilire il corretto rapporto tra istituti scolastici e amministrazione provinciale». 11 aprile 2007

 

 

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