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Infortunio a Rovereto. Bertolini (Fillea Cgil): “Mobilitazione dei sindacati per la sicurezza.

Un operaio albanese perde le braccia in un cantiere della città della Quercia. Bertolini: “Ormai è una vera emergenza. Serve una mobilitazione generale dei lavoratori, delle imprese e delle istituzioni.”

Infortunio a Rovereto. Bertolini (Fillea Cgil): “Mobilitazione dei sindacati per la sicurezza.«Non possiamo più fare finta di nulla. Ormai quella degli infortuni sul lavoro è una vera emergenza. Quasi ogni giorno siamo costretti a leggere sui giornali di operai colpiti mortalmente dalle macchine e lavoratori che restano invalidi per tutta la vita. Dov'è la dignità del lavoro in questi bollettini di guerra? Non possiamo più restare passivi. La Cgil farà la sua parte. È ora di organizzare, insieme agli altri sindacati, una mobilitazione generale dei lavoratori per la sicurezza». È dura e determinata la reazione di Massimo Bertolini, segretario della Fillea Cgil del Trentino, alla notizia dell'ennesimo terribile incidente sul lavoro occorso ieri sera ad un operaio albanese in un cantiere edile di Rovereto. L'uomo, che ha perso entrambe le braccia, se sarà fortunato potrà recuperare l'uso di almeno un arto. «Siamo arrivati a questo: dobbiamo sperare che almeno recuperi un braccio. Ma l'escalation degli infortuni non è accettabile. Non possiamo abbassare la guardia. Semmai dobbiamo rilanciare una campagna di sensibilizzazione che coinvolga tutti: sindacati, imprese ed istituzioni. L'errore più grande che potremmo fare è cedere all'inerzia e al fatalismo». Per gli edili della Cgil non esiste un'unica soluzione per circoscrivere il fenomeno infortuni. «Sono almeno tre – spiega Bertolini - gli interventi da mettere in campo simultaneamente: dal punto di vista della repressione delle illegalità dobbiamo estendere e potenziare i controlli e rendere certe le pene per chi viola le norme sulla sicurezza. Per quel che riguarda la prevenzione vanno fissate leggi più severe ed efficaci. Al tavolo degli appalti in questi giorni stiamo discutendo proprio di questo. Ma oggi serve anche un impegno alla diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro perché troppi infortuni sono causati da leggerezza e incuria. Dobbiamo fare fronte comune e lanciare una grande campagna di sensibilizzazione a livello provinciale che coinvolga tutte le categorie economiche e sociali. Ormai è una questione di civiltà». 28 marzo 2007

 

 

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