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Artigianato metalmeccanico. Sciopero per il rinnovo del contratto.

I quasi 4mila lavoratori metalmeccanici del settore artigiano incroceranno le braccia per otto ore il prossimo 30 marzo.

Artigianato metalmeccanico. Sciopero per il rinnovo del contratto.Venerdì 30 marzo la Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno proclamato uno sciopero di otto ore di tutti i lavoratori dell'artigianato metalmeccanico in Italia. In Trentino la giornata di scioperò riguarderà circa 4mila addetti. La mobilitazione nazionale è stata indetta dopo l'ennesimo rifiuto da parte delle associazioni datoriali di giungere ad un accordo per il rinnovo del contratto di lavoro. A sei mesi dall’avvio del confronto, le Associazioni Artigiane continuano a respingere le richieste sindacali in materia di diritto d'assemblea, pagamento dei primi 3 giorni di malattia, regolazione dell’uso dei contratti a temine e di somministrazione a termine, diritto alla formazione continua e riduzione d’orario. Le Associazioni datoriali hanno avanzatola richiesta di utilizzare l’apprendistato per tutti i livelli dell’inquadramento, compreso il 6°, e di allungare la sua durata fino a 6 anni, nonché il mantenimento del sistema di percentualizzazione della paga per gli apprendisti. In materia salariale, le Associazioni Artigiane non considerano accettabile la richiesta sindacale di un incremento del salario nazionale di 142 € mensili al 3° livello, a copertura di 4 anni, mentre si dicono disponibili ad un incremento massimo del 7,8%, sempre nei 4 anni. Si tratterebbe di circa 90 € mensili al 3° livello. Negative sono state pure le risposte su rivalutazione degli scatti di anzianità, e la corresponsione di 220 euro/anno a fronte del mancato rinnovo dei contratti territoriali. La mancanza di una reale disponibilità delle controparti a rinnovare il contratto nazionale rischia di minare la credibilità dell’accordo interconfederale del febbraio 2006 e mette in discussione l’esistenza stessa del contratto nazionale di lavoro. Anche a livello locale la collaborazione tra sindacati e associazioni datoriali del settore artigiano è oggi particolarmente difficile. La cartina al tornasole di questa crisi è la campagna di adesione alla previdenza complementare. Fim, Fiom e Uilm denunciano l'atteggiamento delle imprese artigiane che non agevolano i lavoratori nell'acceso alle informazioni sulla previdenza complementare e né forniscono il necessario supporto per il reperimento dei moduli necessari all'iscrizione e all'espressione del consenso alla destinazione del TFR. 28 marzo 2007

 

 

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