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Montani: "Basta allarmismi"

Distillerie Cipriani, il sindacato bacchetta l'assessore
di Tiziano Bianchi (l'Adige, 15 marzo 2007)

Montani: ALA - Si infiamma sempre di più la partita sulle distillerie Cipriani. Mentre in azienda sono cominciati i lavori di ammodernamento sul depuratore richiesti da Appa e dalla magistratura come requisito per il dissequestro dello scarico nel Sorne per altri 75 giorni, fino all'esaurimento delle scorte di magazzino. Le dichiarazioni rilasciate martedì il nostro giornale dall'assessore all'ambiente Ilario Cavagna (in sostanza, riconversione della produzione e spostamento dello stabilimento dal centro abitato), hanno suscitato da una parte la reazione del sindacato e dall'altra quella della politica alense. Ma andiamo con ordine. Stefano Montani, degli alimentaristi Cgil, ieri andava all'attacco dell'amministrazione alense: "come si fa a dire, come fa Cavagna, che un'azienda inquina se è costantemente monitorata dalle autorità . Come si fa a dire chiudiamo un'azienda solo perché non ci piace. E questo non significa che al sindacato non stia a cuore la salute dei cittadini. Ma non si può sparare su un'azienda e su trenta posti di lavoro, proprio mentre la proprieta sta cominciando a compiere investimenti importanti e significativi e proprio per ridurre l'impatto ambientale. Siamo fuori da ogni logica." E il sindacalista, poi, affonda: "se la fabbrica si chiude, cosa facciamo? Portiamo i lavoratori e le trenta famiglie in Comune, magari nell'ufficio dell'assessore Cavagna?." E infine, dal sindacato un consiglio, all'amministrazione comunale e al comitato del paese che da settimane si sta battendo contro la riapertura delle distillerie: "comincino tutti a provare a vivere quell'azienda come un'opportunità e non come un danno e non si facciano sterili allarmismi che in questo momento sono l'ultima cosa di cui c'è bisogno." Insomma dal sindacato, ieri, un monito: basta sparare a zero sull'azienda perché dietro ci sono trenta lavoratori e trenta famiglie. Montani non è stato però il solo a restare colpito dalle dichiarazioni dell'assessore Ilario Cavagna. Ieri, anche una nota della Margherita di Ala firmata dal consigliere Luigino Peroni. Che affronta un altro dei nodi toccati da Cavagna nell'intervista al nostro giornale, quello dei pozzi e dell'inquinamento della falda. L'assessore aveva assicurato che su quel fronte la situazione sarebbe sempre stata sotto controllo. Ieri, Peroni, carte alla mano lo smentisce: "l'ordinanza (protocollo 507 del 11 gennaio 2007) che vieta in via cautelativa l'uso ad uso potabile ed invita a non prelevare ad uso diverso da quello potabile recita: dalle analisi chimico-fisiche effettuate sui campioni prelevati dal pozzo di cui sopra e limitrofi i valori ammessi risultano superati." Secondo Peroni, che cita un'ordinanza basata sui monitoraggi Appa, quindi l'acqua dei pozzi destinata all'irrigazione sarebbe stata inquinata, contrariamente a quanto affermato da Cavagna. Ma il consigliere della Margherita, ieri, non si fermava qui. Ancora l'assessore all'ambiente il suo obiettivo: "mi scuserà assessore se sorrido quando, come fa solitamente, chiama in causa le altre amministrazioni, gli ricordo che da dodici anni consigliere di maggioranza e da sette assessore. E' ora che diventi grande e non getti sempre le colpe, che pur ci sono state, addosso ad altri, sono altre le cose che si chiedono ad un amministratore soprattutto in situazioni delicate come questa in cui la popolazione ha bisogno di certezze e verità."

 

 

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