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Trasporti. Beccati (Filt Cgil): “Trentino Trasporti è un carrozzone”

La Corte dei conti bacchetta l'assessore Grisenti e la gestione Ceola alla Trentino Trasporti. Ma fino ad oggi la politica ha sempre chiuso gli occhi. Continuerà a farlo?

Trasporti. Beccati (Filt Cgil): “Trentino Trasporti è un carrozzone”
«E' almeno dal 2002 che cerchiamo interlocutori per rivedere le scelte sconclusionate di Provincia e azienda riguardo la gestione del sistema trasporti negli ultimi anni. Le istituzioni però hanno sempre cercato di minimizzare. La politica provinciale non si è mossa e in molti hanno taciuto. Oggi pensano di mettere un bavaglio anche alla Corte dei Conti? O se ne faranno beffe? Qualcuno deve iniziare ad assumersi le proprie responsabilità. I cittadini sono stanchi di vedere aumentare le tariffe mentre altri dilapidano i loro soldi in progetti faraonici che non aumentano la qualità dei servizi. Torniamo a ripeterlo: Trentino Trasporti è un carrozzone». Dopo l'intervento della Corte dei conti che ha bacchettato la gestione Ceola-Grisenti del servizio di trasporto pubblico in provincia, Antonio Beccati ribadisce la posizione critica della Filt, il sindacato Cgil dei trasporti, che negli ultimi anni non ha mai mancato di denunciare gli sperperi alla Trentino Trasporti. “L'elenco è lungo.” dice Beccati che però non si arrende e ripercorre, tappa dopo tappa, le contestazioni del sindacato alla dirigenza di TT. “Partiamo dagli aumenti per i dirigenti dopo la fusione Atesina -Trento Malè. Solo tra il 2002 e il 2003 i vertici dell'azienda fissarono incrementi salariali del 34,4%. Poi arrivò la scriteriata collocazione della nuovissima sede di via Innsbruck, lontana dalla città tanto da far girare a vuoto i mezzi per 20 mila km all'anno contribuendo all'innalzamento dei costi di gestione. La stessa sede, a pochi mesi dalla sua inaugurazione in pompa magna, ha richiesto interventi di restauro perché era caduto parte del soffitto. Poi ci sono le promozioni del personale amministrativo e la prolificazione di nuovi incarichi dirigenziali, il tutto a scapito di una gestione economica avveduta.” Non è finita qui. Nel mirino di Beccati finiscono anche gli investimenti provinciali per il MITT e le smart card, che grazie ad sistema satellitare garantirebbero tariffe personalizzate a seconda delle tratte percorse. «Fino ad oggi – denuncia il sindacalista – sono stati spesi ben 13 milioni di euro. Ma, dopo quattro anni, non se ne vede l'applicazione. Il momento del lancio del servizio è sempre rimandato. Ora si parla di giugno. Ma volete scommettere che neppure allora la Provincia sarà pronta?» Oggi intanto la Corte dei Conti solleva la questione dei costi del servizio. Non si parla infatti più di costo massimo ma di standard variabili. “Ha ragione la magistratura contabile: come si può verificare l'efficienza del servizio se l'ente pubblico – il soggetto che dovrebbe controllare la gestione dell'azienda – può variare gli standard di costo in base alle maggiori spese che Trentino Trasporti dovrà sostenere? C'è un cortocircuito pericoloso. Così non si fissano limiti alla spesa. E intanto non passa giorno senza che il presidente Ceola chieda soldi a Provincia e Comuni. Prima dovrebbe pensare a eliminare gli sperperi.” Anche per questo Beccati accusa i vertici dell'azienda. «Si nascondono dietro il rating finanziario assegnato dall'agenzia Fitch. Ma vi siete chiesti perché Trentino Trasporti ha conquistato la tripla A? Solo perché, e sono parole dell'agenzia Fitch, c'è mamma Provincia pronta a risanare i debiti dell'azienda». Debiti che aumentano, visto che lo scorso anno la società ha emesso bond per 33,6 milioni di euro. «Servirebbero – spiega Beccati – a finanziare la nuova rimessa ferroviaria a Gardolo. Ma non c'è ancora neppure il progetto. Intanto però il bilancio della Trentino Trasporti si gonfia». Per Beccati si tratta di trucchi finanziari che non risolvono i veri problemi, anzi li complicano. “Oggi – rilancia Beccati – l'azienda vorrebbe sdoppiarsi. Da una parte la gestione del patrimonio, dall'altra quella per l'esercizio. Tutto per provare ad evitare la gara europea a cui inevitabilmente la Provincia sarà obbligata. Ma non è con questi mezzi che si vince la sfida con i grandi competitori del settore. Serve efficienza e investimenti oculati. Domandate a qualche serio dirigente generale in Provincia e vi dirà cosa pensa della surreale gestione della Trentino Trasporti.” Dopo lo sfogo, Beccati chiude con un'amara riflessione. «Quello che più spiace è vedere che, a fronte delle nostre sollecitazioni, in questi anni nulla si è mosso nei palazzi della politica. Di questa colpevole inerzia qualcuno deve rispondere. Alla Giunta, alla maggioranza consiliare e a tutta l'assemblea di piazza Dante i cittadini hanno affidato con il voto un compito preciso: garantire una corretta ed efficiente amministrazione del denaro pubblico. Se è dovuta intervenire la Corte dei Conti vuol dire che i politici non hanno svolto la loro funzione. E ciò è davvero triste, perché a farne le spese sono sempre i cittadini. Dalla commissione che oggi valuterà la relazione della Corte ci aspettiamo un sussulto d'orgoglio». 6 marzo 2007

 

 

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