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La Lowara di Malè chiude

In una lettera i lavoratori dello stabilimento solandro ringraziano chi è stato loro vicino in questi ultimi tre mesi. La cronistoria della vicenda.

La Lowara di Malè chiude Qui a fianco la cronaca giorno per giorno della vicenda Lowara. Di seguito invece il testo della lettera dei lavoratori di Malè nel giorno della chiusura. Non fosse per le facce tristi e gli umori cupi dei lavoratori, oggi alla Lowara potrebbe sembrare un giorno come un altro. Arriviamo tutti presto la mattina al lavoro: c’è chi pulisce la propria macchina, chi mette in ordine la cassetta degli attrezzi come si fa ogni volta che si va in ferie. Peccato che questa volta il management Lowara abbia imposto ai lavoratori di Malè le ferie ad oltranza. Lo stabilimento chiude. Nonostante questo tutti mantengono una dignità che la dice lunga sulla serietà e maturità della nostra gente. A Vicenza hanno deciso di trasferire la produzione nell’Est europeo. Laggiù, in Polonia, la scarsità dei diritti di cui godono i lavoratori costituisce un ulteriore margine di guadagno. Il miraggio di profitti aggiuntivi e di bilanci più ricchi ha messo in ombra l’ottima produttività, consolidata negli anni, del nostro stabilimento, quasi che il nostro lavoro non contasse più nulla. In questo senso è grande il risentimento di tutti i lavoratori nei confronti della direzione vicentina, ma anche verso il direttore locale che, supportato per anni da noi operai, non ha contraccambiato tale favore schierandosi apertamente al fianco dell'azienda. Intanto oggi Lowara sbandiera un incentivo all’esodo come la contropartita più equa alla perdita del lavoro. Ma dimentica che per noi il posto di lavoro è cosa ben più preziosa e desiderata. Avevamo riposto fiducia nelle promesse di Lowara. I manager ci avevano annunciato investimenti e nuovi prodotti. Erano parole vane e ipocrite. L'abbiamo scoperto nostro malgrado il 23 novembre quando arrivò a Malè l’annuncio brutale che il nostro stabilimento chiudeva con decorrenza immediata. Per fortuna in questa triste situazione in cui noi operai - abituati a portare avanti i propri impegni lavorativi in silenzio - ci siamo sentiti pesci fuor d’acqua, ci sono stati e ci sono tutt'ora persone di grande sensibilità che si sono strette vicino a noi adempiendo ai propri incarichi con grande responsabilità. Ringraziarli tutti sarebbe impossibile. Così con queste poche righe vogliamo che il nostro ringraziamento raggiunga tutti coloro che ci sono stati accanto in questi tre mesi e lo sono ancora oggi, magari lavorando nell’ombra per riuscire a trovare un’attività sostitutiva che ci dia la possibilità di dimostrare il nostro valore. Un grazie speciale va a tutti i sindaci della valle e al presidente del comprensorio Carlo Daldoss, alle Casse Rurali Rabbi e Caldes e Alta Val di Sole per il contributo offerto nel sostenere la nostra causa. A tutti i rappresentanti della Provincia, al presidente Dellai, al senatore Tonini e all’arcivescovo Bressan. Un sentito ringraziamento all’assessore all’industria Marco Benedetti e ai suoi collaboratori. Grazie anche alle tv e ai giornali che hanno raccontato il nostro disagio e le nostre preoccupazioni senza mai lasciarci soli. Non era scontato e per questo l'abbiamo apprezzato ancora di più. Per ultimi, ma non certo per importanza, abbiamo voluto lasciare i sindacalisti che ci sono stati più vicini: Anna Damiano, Fausto Francesconi, Roberto Grasselli. Per noi sono semplicemente Anna, Robi e Fausto, nostri amici prima di ogni altra cosa. Da loro molti dovrebbero imparare il significato di parole come professionalità e serietà che per Anna, Robi e Fausto non possono mai essere slegate dall'impegno per la salvaguardia dei diritti e della dignità dei lavoratori. A tutti voi e a tutti coloro che ci hanno sostenuto un sentito grazie. Lavoratori licenziati Lowara Malè 28 febbraio 2007

 

 

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