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Ferrovia del Brennero. Dopo Borghetto resta il problema sicurezza

Paolo Sboner (Filt Cgil) interviene dopo l'annuncio dell'accordo tra Provincia e Rfi sul progetto della nuova linea del Brennero.

Ferrovia del Brennero. Dopo Borghetto resta il problema sicurezza«Daremo presto la nostra valutazione sul progetto della nuova linea ferroviaria del Brennero. Ma oggi ci preme riportare l'attenzione sulla sicurezza della linea attuale. Dopo il grave incidente di Borghetto la questione sicurezza deve tornare una priorità della Provincia, di Rfi e di tutte le compagnie ferroviarie che utilizzano la rete». Nel giorno in cui Provincia e Rfi sottoscrivono un accordo per la progettazione della nuova linea del Brennero, Paolo Sboner della Filt Cgil torna sul drammatico incidente dello scorso 13 dicembre quando morirono i due macchinisti, Walter Mazzi e Giancarlo Maschi, di un convoglio merci. «Non vorremmo – continua Sboner – che i grandi progetti strategici sulle reti infrastrutturali mettessero in secondo piano l'impegno delle compagnie di trasporto ferroviario, in primis Trenitalia, a rendere sempre più sicuro il servizio per tutti i passeggeri e i lavoratori che percorrono quotidianamente le tratte della nostra provincia. Molto si è fatto sulla linea del Brennero grazie all'estensione, per esempio, del sistema di controllo marcia treno (in sigla SCMT, ndr). Oggi solo il tratto tra Bolzano e Trento ne è sprovvisto. Ma neppure quando, tra pochi mesi, gli ultimi binari verranno dotati della nuova tecnologia il problema sarò risolto se non si interverrà sui turni di lavoro e sulla modernizzazione del parco locomotori». Sboner ricorda che troppo spesso le compagnie ferroviarie derogano sugli orari di servizio. «Far effettuare ai macchinisti – ribadisce il sindacalista - turni di lavoro oltre gli orari consentiti è la prima causa di incidenti, com'è accaduto per Borghetto. Le regole non possono valere solo quando sono convenienti per le compagnie ferroviarie. Su questo tema Trentitalia ha una politica irresponsabile e in palese violazione degli accordi sottoscritti con le organizzazione sindacali». Il sindacalista della Filt Cgil conclude chiedendo nuovi investimenti sulla sicurezza. «Non bastano - afferma Sboner - infrastrutture più sicure. Per sfruttare le nuove tecnologie è necessario adattare i locomotori, altrimenti anche i sistemi di controllo automatico sono inutili. Trenitalia e tutte le altre compagnie non possono perdere altro tempo. Oggi infatti sulla rete regionale viaggiano, nella quasi totalità dei casi, treni sprovvisti dei macchinari necessari a dialogare con il sistema SCMT anche dove questo è già attivo. Per questo servono investimenti immediati». 26 febbraio 2007

 

 

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