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Lowara. Grasselli (Fiom Cgil): “Ora un progetto per lo stabilimento di Malè”

Accordo su Cigs e mobilità. Grasselli: “C'è il tempo per individuare un'attività sostitutiva.” La fabbrica si avvia a chiudere i battenti.

Lowara. Grasselli (Fiom Cgil): “Ora un progetto per lo stabilimento di Malè”
Ultimo incontro questo pomeriggio tra la proprietà della Lowara di Malè, i sindacati e i tecnici del servizio lavoro della Provincia, per sancire la chiusura della vertenza che esattamente per tre mesi – la comunicazione dell'intenzione di porre fine alla produzione giunse la sera del 22 novembre scorso - ha contrapposto gli operai dello stabilimento solandro ai vertici dell'azienda vicentina del gruppo americano ITT industries. L'esito era scontato dopo l'incontro fiume del 5 febbraio quando, dopo dieci ore di faticose trattative, si giunse all'accordo sugli incentivi all'esodo, sulla cassa integrazione straordinaria e la mobilità. Oggi quindi si è trattato di un passaggio quasi esclusivamente formale nel quale si è dato il via alla Cigs e alla mobilità. Ma grazie alla firma di quest'ultimo accordo si alimenta la speranza che il sito di Malè torni nuovamente produttivo, come spiega Roberto Grasselli che ha seguito la Lowara per la Fiom Cgil. «Mercoledì 28 febbraio – dice il sindacalista – la Lowara chiuderà i battenti, ma da quel giorno in avanti si apre una nuova partita, quella per l'individuazione di un'attività sostitutiva. Fin dal primo giorno di questa lunga vertenza, l'impegno della Fiom è stato quello di garantire gli ammortizzatori sociali agli operai licenziati, ma anche quello di costruire le condizioni perché dentro lo stabilimento di Malè si tornasse a lavorare al più presto. Ora, grazie alla cassa integrazione, c'è il tempo per esplorare diverse ipotesi di subentro. Già alcune aziende si sono fatte avanti per rilevare la fabbrica. La Provincia ha la palla in mano. All'assessore Marco Benedetti chiediamo coerenza e determinazione. Per prima cosa, la Provincia, tramite Agenzia per lo sviluppo, deve rilevare lo stabilimento, senza cadere nella trappola di un'asta sul prezzo. Poi si aprirà la strada di un nuovo progetto industriale. Lo chiede tutta la val di Sole». 23 febbraio 2007

 

 

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