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Stato di agitazione dei lavoratori dell'igiene pubblica

Un paio di staffilate, una a Trentino Servizi, l'altra al Comune di Trento, accusati di disinteresse e colpevole silenzio.

Stato di agitazione dei lavoratori dell'igiene pubblicaUn paio di staffilate, una a Trentino Servizi, l'altra al Comune di Trento, accusati di disinteresse e colpevole silenzio. E così le organizzazioni sindacali trentine dell'igiene pubblica hanno annunciato lo stato d'agitazione che si concretizzerà in una giornata di sciopero da scegliere, presumibilmente, o il 12 o il 13 marzo prossimi. Oggetto del contendere la decisione di Trentino Servizi di esternalizzare alcuni servizi. Nello specifico, il servizio officina, parte del servizio rifiuti, la gestione dei centro di raccolta zonale e altre attività minori. Per i 220 dipendenti (230, se si considera anche coloro che lavorano negli uffici) non dovrebbe esserci alcun rischio di rimanere a piedi. Dovrebbero essere rigirati in altri settori di quella che è una delle aziende più grosse del Trentino. Ciò che sconcerta i sindacati è la decisione - che ancora non trova una giustificazione vera e propria, assicurano - di affidare il tutto ad alcune cooperative esterne. «Abbiamo chiesto da tempo un incontro con i vertici di Trentino Servizi - commenta Nico Stenico, della Cgil - Ma non siamo mai riusciti a parlare con gli amministratori delegati, ma solamente con altre figure che non hanno saputo dirci nulla. Non ci hanno saputo dire perché hanno deciso di esternalizzare parte dei servizi. Hanno affermato che le cooperative hanno orari più flessibili e che costano meno. Ma, a parte che è aberrante pensare di abbattere i costi semplicemente appoggiandosi a persone che vengono pagate di meno, non è assolutamente vero che gli orari dei dipendenti della Trentino Servizi sono meno flessibili. Esiste una turnistica ben precisa e noi, come sindacati, siamo disposti a trovare un buon compromesso fra la flessibilità e i diritti dei lavoratori». Come detto, anche il Comune di Trento finisce sotto l'indice accusatore. Giuseppe La Pietra della Filt Trasporti non usa mezzi termini: «Abbiamo chiesto un incontro con il sindaco Pacher, ma non ci ha mai dato udienza. Ha mandato l'assessore all'ambiente Pompermaier, ma si è rivelato un incontro insignificante, una perdita di tempo. Diciamo che è stato un incontro da bar». E procede di pari passo anche la perplessità riguardo il servizi porta a porta che dovrebbe partire a breve. «L'appalto alle cooperative sociali - interviene Eugenio Ioriatti, delegato sindacale Uil in per i lavoratori dell'Igiene Urbana - porterà ad un servizio di scarsa qualità e ad un aumento dei costi per gli utenti, mentre la mancanza di investimenti non farà decollare la raccolta dei rifiuti porta a porta che, se va avanti così, non inizierà mai». Passi futuri? Una duplice assemblea nella giornata di oggi per decidere tempi e modi della protesta e poi la richiesta di un ripensamento della strategia aziendale, rivolta all'assessorato provinciale all'ambiente e alla Giunta comunale che, di fatto, è l'ente appaltante e la maggiore azionista della Trentino Servizi.

 

 

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